X018, Microsoft risveglia l’orgoglio Xbox e raduna le forze per la next-gen

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X018 è stato tutto ciò che mi aspettavo che fosse. Un evento totalmente dedicato ai fan Xbox, in mezzo agli appassionati – letteralmente -, che ha confermato la linea tracciata allo scorso E3, proseguita alla Gamescom e che ha trovato il culmine in Messico, per chiudere un anno che segna definitivamente la rinascita di un marchio partito tra enormi difficoltà.

Microsoft voleva riavvicinarsi alla sua gente, con la consapevolezza di ciò che sono stati i rapporti con l’utenza in questa generazione, specialmente agli inizi. Vedere Phil Spencer, Major Nelson, sviluppatori e altri esponenti Xbox in mezzo a una folla urlante e festante (confezionata forse, ma efficace) spazza definitivamente le ombre della pessima gestione di inizio generazione. Il blocco degli usati, il DRM, l’always-online e altre feature che dovevano essere parte integrante della prima Xbox One sembrano un brutto e lontano ricordo, ma che di fatto sono diventati materiale tangibile per Phil Spencer per riprendere i remi in barca e ripartire da zero.

Oggi, il colosso di Redmond è irriconoscibile. In senso buono. Meglio, sembra essere tornato quel competitor feroce ed aggressivo che ha portato alla nascita di Xbox 360, una delle console più apprezzate di sempre. Con la differenza che questa volta torna con un bagaglio di esperienza (ed errori commessi) non indifferente. Se fino a qualche anno fa si guardava con pessimismo al futuro di Xbox, adesso c’è quasi impazienza di vedere come Microsoft utilizzerà le sue rinnovate forze per andare all’assalto di Sony e Nintendo.

X018 – La solidità del presente tra servizi e giochi

Xbox Game Pass X018
L’evento speciale di Xbox X018 non è servito alla fine per mostrare nuovi grossi annunci, fatta eccezione per le due acquisizioni di cui parlerò più avanti. La linea è quella tracciata allo scorso E3, con tanta attenzione ai servizi, ai rapporti con gli sviluppatori di terze parti e alle ultime grosse esclusive destinate a rappresentare il canto del cigno di Xbox One. I rapporti di forza in termini commerciali sono ormai compromessi, con PlayStation 4 a rappresentare la regina indiscussa di questa generazione, e qualsiasi mossa per recuperare risulterebbe tardiva per non dire inutile. Giusto e comprensibile preparare un terreno ricco per il futuro, lavorando in tal senso anche sul presente.

In questo discorso rientra sicuramente Xbox Game Pass, che continua ad arricchirsi di titoli di una certa importanza. Dal 17 dicembre sarà infatti la volta di Hellblade: Senua’s Sacrifice, firmato proprio da Ninja Theory, uno dei nuovi team interni di Microsoft. Per non parlare poi di PUBG, Agents of Mayhem, Mutant Year Zero, Thomas Was Alone, Ori and the Blind Forest ed altre novità che faranno parte del catalogo digitale entro la fine dell’anno. Il servizio di casa Microsoft è probabilmente una delle cose più apprezzate di questa generazione, che sposa a suo modo il modello Netflix incrociandolo con il funzionamento tradizionale di Games with Gold e PlayStation Plus. E se si considera che tutti i giochi degli studi interni Microsoft sono e saranno disponibili dal day one, combinandolo alle nuove forze acquisite dalla compagnia statunitense, si capisce quanto Xbox Game Pass giocherà un ruolo da protagonista anche nella prossima generazione.

A proposito di servizi, continua ad arricchirsi anche il catalogo di giochi Xbox 360 retrocompatibili su Xbox One. È il caso dell’intera trilogia di Final Fantasy XIII, formata quindi anche dei relativi sequel del tredicesimo capitolo principale della saga Square Enix: Final Fantasy XIII-2 e Lightning Returns Final Fantasy XIII. Tris di giochi accompagnato da Civilization Revolution, peraltro migliorato per Xbox One X. Vista la promessa fatta e ribadita da Phil Spencer più volte, è tutto materiale che verrà ereditato dalla nuova generazione di console. Un terreno coltivato con pazienza e fatica destinato a dare prima o poi i suoi frutti.

Crackdown 3

C’è stato finalmente spazio per Crackdown 3, una delle esclusive Xbox dal percorso più difficile e travagliato. La conferma della data di uscita, che è stata addirittura anticipata di una settimana al 15 febbraio 2019, è senza dubbio una buona notizia. L’altro aspetto interessante venuto fuori da Xbox X018 riguarda la modalità multiplayer Wrecking Zone, che permetterà a fine 10 giocatori diversi di scontrarsi su terreni in cui la distruzione ambientale la farà da padrone. In tal senso, si sfrutteranno i servizi cloud di Azure riportando in auge ciò che in fondo era l’ambizione iniziale per il nuovo Crackdown. Nel frattempo, sarà possibile giocarsi il primo episodio della serie in forma totalmente gratuita: Microsoft lo offre infatti in regalo a tutti i possessori di Xbox One fino al 30 novembre.

I nuovi contenuti di Sea of Thieves, Forza Horizon 4 e State of Decay 2 rappresentano l’impegno volto a valorizzare l’offerta esclusiva Xbox del 2018. Insieme, è stato dato molto spazio a titoli di terze parti del calibro di Devil May Cry 5, Battlefield V, Kingdom Hearts 3, Just Cause 4, Jump Force e Shadow of the Tomb Raider. Presenze importanti che sottolineano un ritrovato sodalizio con software house di ogni provenienza, che si era già visto con convinzione allo scorso E3, ma vederlo ribadito al Gamescom prima e allo X018 poi non può che fan ben sperare i fan Xbox.

L’annuncio, già noto, del supporto a mouse e tastiera in arrivo la prossima settimana, peraltro con Fortnite a rappresentare il titolo di punta dei giochi pronti a garantire questa funzionalità, e del ritorno di Winter of Arcade, segna non solo l’intenzione di ribadire una diversificazione dell’offerta a 360 gradi tutta dedicata al gaming, ma il ritorno di iniziative che sembravano perdute e che tanto erano apprezzate dagli appassionati della croce verde sottolineano la rinnovata e un po’ romantica attenzione rivolta al consumatore.

Xbox X018 – Il futuro anche nel segno degli RPG

Microsoft Studios X018
A dispetto delle ultime voci di corridoio, il grosso annuncio di Microsoft a X018 ha riguardato l’importante acquisizione di Obsidian Entertainment e, sorpresa, di inXile Entertainment. Due acquisizioni di livello, soprattutto per gli appassionati di giochi di ruolo. Obsidian si presenta da sola mettendo nel curriculum prodotti del calibro di KOTOR 2, Fallout: New Vegas e Pillars of Eternity. inXile è forse meno conosciuta tra i giocatori console, ma non per questo meno interessante, visto il pedigree formato da Wasteland 2, Torment: Tides of Numenera e Bard’s Tale IV. Per entrambi i team è stato messo l’accento su un aspetto importante: il supporto totale previsto per i Microsoft Studios e soprattutto libertà creativa.

Ora, quest’ultimo dettaglio è molto interessante dato che segnerà il futuro del nuovo esercito di casa Redmond. Adesso, la formazione di team interni Xbox è composta da ben 13 realtà indipendenti tra loro e che potranno lavorare in autonomia per il ritorno di importanti franchise del passato e soprattutto per creare di nuovi. Qui si gioca la vera partita. La gestione dei Microsoft Studios non è stata finora al livello della concorrenza: basti pensare ai rapporti interrotti malamente con Bungie e Bizzarre, alle difficoltà di Rare, allo scontro con Epic Games, all’occasione persa di Bioware e all’inglorioso epilogo di Ensemble e Lionhead Studios.

Come dicevo qualche paragrafo prima, il ritorno di Microsoft in stile, diciamo, Xbox 360 è anche accompagnato da un bagaglio di esperienze, errori e soprattutto schiaffi dalla concorrenza non indifferente. Negli anni, Sony ha costruito non solo un ragguardevole numero di team interni ma ha anche forgiato un metodo di gestione collaudato ed efficace che ha portato praticamente alla nascita di una macchina perfetta, che ogni anno propone un’offerta variegata, decisa e soprattutto di qualità. Potenzialmente, la casa di Redmond potrebbe persino fare di meglio: tra gli sparatutto di 343 Industries e The Coalition, i racing di Turn 10 e Playground Games, l’estro creativo di Ninja Theory, Compulsion Games e The Initiative, la solidità di Undead Labs e della ritrovata Rare, i giochi di ruolo di inXile e Obsidian.

Xbox

Sulla carta, è una formazione quasi perfetta, che ha bisogno però di una gestione sapiente, paziente e mirata alla costruzione di un progetto a lungo termine che da qui a dieci anni possa diventare una schiacciante certezza. La strada tracciata quest’anno lascia ben sperare, con un modus operandi chiaramente mutuato da Sony volto al miglioramento dello storytelling da una parte e alla maggiore libertà creativa dall’altra. In più, c’è anche una gestione simile, con il potenziamento degli studi più grandi ormai separati a loro volta in due team interni per occuparsi così di due progetti diversi e altrettanto importanti. È il caso di Playground Games, che da una parte continuerà a dedicarsi a Forza Horizon o a qualsiasi altro racing (qualcuno ha detto Project Gotham?), dall’altra è pronta a lavorare a qualcosa di completamente nuovo. SPOILER Un gioco di ruolo a mondo aperto. SPOILER 2 Potrebbe essere il reboot di Fable.

Lo show di ieri sera non è stato pirotecnico e ricco di annunci come l’E3, ma un modo per chiudere un anno sorprendentemente positivo per gli appassionati Xbox. Consapevole di una generazione ormai andata, Microsoft sta lavorando duramente per la prossima. Lo fa investendo capitali ingenti, di certo non tipici di chi sia pronto ad abbandonare il settore, come si poteva logicamente pensare solo fino a qualche anno fa. Redmond raduna le forze per un futuro sulla carta scoppiettante, che richiami al passato positivo di Xbox, ma che soprattutto si innovi con ciò che in fondo hanno sempre chiesto gli appassionati. Games, games, games. Non c’è più spazio per la TV. Ora però è veramente vietato sbagliare.

Scrive di videogiochi da più di dieci anni. Questa volta ha deciso di farlo con qualcosa di suo, insieme ai suoi amici. Ama racing, sparatutto, avventure, sportivi e giochi di ruolo, ma apprezza anche le piccole produzioni indipendenti, specialmente quelle capaci di toccare con eleganza le corde più profonde dell’animo.