Unravel Two – Recensione del platform cooperativo di Coldwave Games

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7

Discreto

Non importa quanto siano oscure le cose; tutti possiamo aiutare ad illuminare la strada. Possiamo rendere questo mondo bellissimo, per noi stessi e per gli altri.

Le aspettative prima di giocare Unravel Two erano piuttosto alte, sia perché il capitolo precedente è stato un’esperienza affascinante e appagante per gli occhi, sia perché si sperava che i diversi difetti presenti in Unravel sarebbero stati risolti in questo seguito. Uno dei limiti più evidenti, ad esempio, era il level design non eccelso che costringeva il giocatore a proseguire nel gioco attraverso meccaniche che alla lunga diventavano fin troppo ripetitive: ecco, in Unravel Two è evidente che il team di Coldwave Games si sia concentrato su questo aspetto, nel tentativo di rendere le meccaniche ludiche più varie con un conseguente aumento della difficoltà, ma il risultato è stato raggiunto solo in parte.

Il gioco inizia con il nostro piccolo Yarny che, reduce da un naufragio, si ritrova su un’isola. Durante l’incidente, però, il filo che lo legava al suo gomitolo si è spezzato, lasciando il piccolo protagonista in una situazione potenzialmente critica. Fortunatamente dall’interno di una valigia, con tutta probabilità reduce anch’essa del naufragio, esce un altro Yarny di colore e forma diversi, anch’egli privo del suo gomitolo. L’avvicinamento tra i due fa sì che i loro fili si fondano insieme in un legame indissolubile che garantirà la sopravvivenza di entrambi. Dopo una prima fase di tutorial tra tunnel sotterranei e ambienti naturali notturni, i due personaggi giungono all’interno di un faro apparentemente abbandonato. Da questa struttura centrale si dirameranno i sette diversi livelli, che saranno raggiungibili attraverso dei portali dimensionali sparsi tra i piani del faro, analogamente a quanto avveniva in Unravel con le fotografie presenti nella casa dell’anziana signora.

Unravel

Durante il primo incontro tra i due Yarny, i loro fili si legano indissolubilmente.

 

Sotto l’aspetto grafico Unravel Two è a dir poco spettacolare, ricco di ambienti dinamici caratterizzati da colori ed effetti di luce curati nei minimi dettagli. Risulta difficile non rimanere ammaliati da ciò che si vede, tanto che spesso ci si sente quasi costretti a dover necessariamente seguire i ritmi frenetici di alcune parti del gioco, in cui gli scenari meriterebbero invece una maggiore contemplazione. C’è da dire però che la fluidità risulta decisamente migliorata rispetto al capitolo precedente, con un buon frame rate che si mantiene stabile anche nelle situazioni più rapide e complesse. Alla straordinaria bellezza del comparto grafico fa da contraltare un comparto audio non entusiasmante, con una colonna sonora pressoché priva di picchi emotivi e che, pur adeguandosi bene alle diverse atmosfere proposte, risulta a tratti ripetitiva. Gli effetti sonori sono ridotti all’essenziale e vengono relegati ad un ruolo marginale rispetto alla musica di fondo, ma non demeritano in quanto a qualità.

La cooperazione tra i due personaggi, che possono essere controllati da due giocatori diversi, ma anche da un singolo giocatore alternando il controllo sui due Yarny, rappresenta l’elemento di maggiore novità in Unravel Two, che vede così risolte alcune problematiche legate alle scarse possibilità offerte dal titolo precedente. Nonostante il gioco fosse stato concepito per due giocatori, anche in single-player si lascia giocare tranquillamente: i livelli, infatti, sono strutturati in modo tale che in nessun caso è necessaria l’azione simultanea dei due Yarny. Questi possono inoltre essere “fusi” temporaneamente tra loro in modo da controllare un unico personaggio, utile soprattutto nelle parti in cui non è necessario alcun tipo di azione combinata. L’interconnessione tra i due protagonisti rende il gameplay abbastanza variegato, con un level design e delle meccaniche di gioco che raggiungono finalmente quel buon livello che mancava in Unravel, proprio grazie alle molteplici possibilità offerte dal nuovo sistema. Questo, di fatto, viene a sostituire quello del precedente capitolo, in cui si era costretti a rifornirsi costantemente di filo e a percorrere meno strada possibile per poter proseguire attraverso i livelli. In Unravel Two, invece, il limite è imposto dalla distanza massima consentita dal filo che connette i due Yarny, che si dimostra però estremamente utile in moltissime situazioni. Sarà possibile, ad esempio, calarsi da qualsiasi bordo mentre il compagno regge la corda, con la possibilità di oscillare e raggiungere piattaforme altrimenti irraggiungibili. Questo sistema aumenta anche il livello di sfida, dato che il filo può essere bloccato dagli oggetti e dall’ambiente: ad esempio, se i due Yarny evitano un ostacolo da lati diversi, presto si ritroveranno impossibilitati a proseguire a causa del filo rimasto bloccato su di esso. Estendendo questo semplice esempio agli enigmi ambientali più complessi, ecco che la situazione si fa letteralmente più intricata.

Unravel

In molte situazioni il filo che unisce i due protagonisti renderà le cose più facili, ma in alcuni casi si rivelerà un vero enigma.

Nel complesso, tuttavia, il gioco procede ad una discreta velocità, con situazioni che richiedono un certo grado di collaborazione ma che raramente rappresentano un vero problema in termini di difficoltà. Del resto, gli stessi sviluppatori hanno evidentemente concepito il gioco principale come un’esperienza stimolante ma non stressante, corredando i diversi enigmi ambientali di una serie di aiuti testuali a cui il giocatore può accedere in qualunque momento.

Per gli amanti delle situazioni più impegnative è stata però realizzata un’apposita sezione con 20 sfide, che possono variare dai percorsi più ostici da completare entro un tempo limite agli enigmi più complessi, appositamente sprovvisti di qualunque tipo di aiuto. Lo scopo di ciascuna sfida è liberare un altro Yarny intrappolato che, una volta libero, seguirà i due protagonisti nel faro. Ad ogni sfida completata saranno inoltre sbloccate nuove possibilità di personalizzazione dei propri personaggi, come la forma di testa, occhi e corpo o anche il colore del filo di cui sono composti; tutte opzioni disponibili fin dalle prime fasi del gioco, ma che inizialmente sono limitate a pochissime possibilità di scelta.

Per quanto la grafica e il gameplay rappresentino dei punti di forza e mostrino decisi passi in avanti rispetto al capitolo precedente, il titolo non è certamente privo di difetti. Il primo riguarda il comparto narrativo: la storia, che si tenta di narrare attraverso alcuni disegni e diverse scene sfocate che si susseguono sullo sfondo degli ambienti di gioco, risulta piuttosto difficile da inquadrare, contrariamente a quanto avveniva in Unravel. Il tema è chiaramente più cupo e meno gioioso e vede protagonisti due ragazzi, evidentemente connessi in qualche modo con i due Yarny, costantemente in fuga da una moltitudine imprecisata di individui oscuri. La natura di questa connessione tra i ragazzi e i due piccoli personaggi, tuttavia, resta opaca fino alla fine. La comprensione della storia viene facilitata da alcuni disegni appesi alle pareti dei diversi piani del faro, in cui i personaggi umani vengono ritratti in forma di uccello, che però non risultano sufficienti allo scopo. Probabilmente il tema che si voleva toccare è quello dell’innocenza infantile costantemente minacciata dalla brutalità e dalla corruzione della società adulta, ma il messaggio viene presentato attraverso un lessico troppo criptico e vi si giunge solo per ipotesi, rendendo l’esperienza di gioco un po’ fine a sé stessa.

Unravel

Sì, è proprio un secchiello che viene spostato su un filo.

La fisica di oggetti e ambienti non risulta molto curata, dando spesso l’impressione di un gioco dalla struttura puramente bidimensionale, inserito in un contesto tridimensionale: un caso esemplare è quello in cui è possibile trasportare oggetti come mattoni o scatole sopra a “ponti” realizzati da un unico filo. Lo stesso filo che connette i due Yarny presenta spesso movimenti e reazioni fisiche innaturali, che fortunatamente non intralciano comunque la giocabilità, tranne forse in qualche rarissimo caso.

L’altro aspetto decisamente negativo è quello legato al multiplayer: sia chiaro, giocare Unravel Two in compagnia di un amico è indubbiamente un’esperienza coinvolgente e divertente; il punto è che non è possibile, nel 2018, realizzare un gioco con una spiccata componente cooperativa e dotarlo di un multiplayer esclusivamente locale. L’impressione è che inizialmente il progetto fosse proprio quello di realizzare un gioco che permettesse di cooperare a distanza, ma che l’idea fosse stata abbandonata strada facendo. Questo sospetto si fonda sul fatto che i due personaggi siano stati dotati di alcune funzioni relazionali, come ad esempio il saluto, che appaiono assolutamente inutili e fuori luogo in un contesto in cui i due giocatori reali, con tutta probabilità, si trovano l’uno di fianco all’altro. Se da un lato questo elemento scagionerebbe gli sviluppatori dalla colpa di aver voluto creare deliberatamente un gioco con multiplayer esclusivamente locale, dall’altro li esporrebbe all’accusa di aver messo sul mercato un prodotto incompleto, magari per riuscire a lanciarlo in tempo per l’ultimo E3.

Unravel 2

Unravel 2 - Recensione: il commento di Fabrizio Di Spezio
Unravel Two non è un titolo che vi porterete nel cuore per tutta la vita, anche se ha delle ambientazioni e delle musiche molto gradevoli. Sicuramente è lodevole il lavoro fatto dal punto di vista grafico e la novità di poter condividere in co-op l’avventura con un amico, ma la mancanza di una componente online è un qualcosa che non riesco tutt’ora a digerire, per un gioco basato sulla cooperazione. Sicuramente molto divertente se avete un amico ed un secondo joypad con voi, ma giocandolo da solo proverete inevitabilmente un forte senso di ripetitività che potrebbe perfino portarvi a non portare a termine il gioco. Meccaniche molto simili tra loro, anche se l’interazione con gli ambienti è davvero sorprendente in certe (non molte) situazioni. Storia criptica e decisamente velata, che sembra voglia dare un messaggio senza mai realmente riuscirci. Non sto certamente dicendo che si tratti di un gioco brutto, Unravel Two fa il suo nell’intrattenere i videogiocatori per le prime ore di gioco, ma ho percepito un netto calo rispetto al primo capitolo in merito a trasporto e coinvolgimento di meccaniche e storia. Forse sarebbe stato meglio cercare di concentrarsi di più sul messaggio che si voleva trasmettere e implementare nuove opportunità per condividere la storia con un amico (qualcuno ha detto A Way Out?), piuttosto che cercare di fare un sequel che punta palesemente a vivere di rendita dopo il successo del primo Unravel. 

Unravel 2

Unravel 2 - Recensione: Il commento di Giovanni De Bernardis
Unravel Two mi ha portato alla mente dei piacevoli ricordi, come quando da piccolo mi sedevo sulla gambe del nonno e lui pazientemente mi raccontava una storia. Per cui sarò probabilmente di parte, ma ogni singolo scenario che andremo a vivere insieme ai nostri protagonisti viene rappresentato come una piccola opera d’arte: spesso mi è capitato di soffermarmi più volte su quello che si vedeva a schermo, ammirando e applaudendo il lavoro fatto da ColdWood Interactive con la partecipazione di Electronic Arts. Unica nota negativa che ho trovato parecchio fastidiosa è stato il non poter giocare in coop online l’avventura insieme ad un amico, ma magari l’intento degli sviluppatori era proprio quello di farci tornare bambini, e vivere la storia insieme ad un amico in carne e ossa.

Summary

Unravel 2 è uno spettacolo per gli occhi e supera brillantemente le problematiche che avevano reso al capitolo precedente la nomina di “diamante grezzo”. La giocabilità è stata decisamente migliorata ed è chiaro che gli sviluppatori abbiano concentrato la loro attenzione proprio su questo aspetto, trascurandone però altri che avevano invece fatto la fortuna del predecessore. Il comparto narrativo lascia a desiderare, non tanto per i contenuti oggettivi ma per il modo inadeguato con cui si è cercato di trasmetterli, utilizzando un lessico fin troppo criptico che porta l’esperienza di gioco ad essere fine a sé stessa. La mancanza del multiplayer online in un titolo realizzato appositamente per il gioco in cooperativa getta una macchia indelebile sulla valutazione complessiva del prodotto. Un vero peccato per un titolo che, anche in questo secondo capitolo, rimane un prodotto dal potenziale inespresso ma che ne esce comunque in maniera più che dignitosa, grazie soprattutto alle forti note positive che lo rendono un’esperienza piacevole e divertente.
7

Discreto

Marco Di Spezio - 7
Fabrizio Di Spezio - 6
Giovanni De Bernardis - 8
Da sempre amante dei videogames, è il classico "casual gamer" che preferisce i giochi immediati a quelli infiniti. Spirito ipercritico e sarcasmo gratuito sono i suoi migliori difetti, ma in fondo c'è anche del buono.