Shenmue 1 e 2 HD – Recensione: una collection pigra, ma carica di storia

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Discreto

Il ritorno di una saga da leggenda, ma in punta di piedi.

Ho sempre amato Shenmue. In modo viscerale. Di conseguenza, la notizia di una collection che finalmente raccogliesse i primi due episodi della serie per riproporli in epoca moderna non poteva che rendermi felice. Va detto che non mi aspettavo granché. Intendiamoci, il valore dei singoli titoli è innegabile, seppur il tempo per forza di cose non sia stato affatto clemente con loro. Shenmue è una saga che ha rivoluzionato il “suo” di tempo, ponendo le basi per cose che oggi diamo semplicemente per scontate. Caratteristiche e filosofie nel proporre un’avventura free roaming che adesso sono ormai la normalità, specie con il fiorire dei prodotti open world che abbiamo visto negli ultimi anni.

Shenmue 1 e 2 HD RecensioneDicevo appunto che non mi aspettavo granché. Non pretendevo che questa collection fosse l’opportunità per creare addirittura dei remake. Né che si andasse oltre ad un semplice restyling grafico che riguardasse soltanto la risoluzione a schermo e la pulizia dell’immagine. Effettivamente, Shenmue 1 e 2 HD Edition fa soltanto questo e non propone nulla di clamorosamente nuovo. Sono esattamente i primi due giochi della serie come ricorderà bene chi ebbe la fortuna di giocarli nella loro epoca, senza novità, senza motori grafici rinnovati, senza (figurarsi) contenuti inediti. Senza, soprattutto per quanto ci riguarda, la traduzione in lingua italiana.

Quindi, bisogna prendere la collection per quello che è: quasi un reperto storico, che permette di giocare i primi due Shenmue esattamente come papà Yu Suzuki li ha fatti. Il primo, lanciato nell’ormai lontanissimo 1999, è sicuramente quello invecchiato peggio. Probabilmente, rapportando quello che vedete a schermo con l’anno in cui venne effettivamente commercializzato per la prima volta riuscirete quasi a godervelo di più. Sia chiaro. Per quanto apparso molto invecchiato, Shenmue ha delle caratteristiche che resisteranno per sempre alla logorosità del tempo.

La storia, sebbene nasca da un input poco originale (la vendetta di un figlio per la morte del padre), è ancora oggi in grado di appassionare e tenere incollati allo schermo. Merito non solo dell’enorme lavoro svolto sulla sceneggiatura, qualcosa che per il 1999 aveva peraltro del clamoroso, ma anche di quanto amore verso il Giappone e in generale la cultura orientale sia inserito al suo interno. Senza timore di smentita, giocare Shenmue significa vivere in prima persona un’esperienza nipponica a 360 gradi. Qualcosa che ad oggi è possibile sperimentare con la serie Yakuza, quella che può essere considerata per alcuni versi l’unica vera erede di Shenmue. L’opera di Suzuki però andava veramente oltre: la cura maniacale per ogni dettaglio era ai limiti della follia. Persino per il meteo, che rispetta a puntino quello di Yokosuka nel 1986/1987, ambientazione del gioco. 

Bisogna quindi scendere a compromessi a livello di aspettative: accettare una telecamera tanto fastidiosa quanto ormai superata, dei legnosissimi movimenti del personaggi e un concetto di free roaming che qui ovviamente è solo abbozzato. Al netto di queste cose, comunque importanti soprattutto per i giocatori più giovani e meno restii probabilmente ad accettare meccaniche datate dal tempo, il gioco, come dicevo, mantiene inalterata la sua magia.

Shenmue 1 e 2 HD RecensioneUn discorso differente potrebbe essere fatto per Shenmue 2. Perché, se da una parte è vero che anche qui il tempo non è stato affatto clemente, dall’altro va detto che tra i due è quello che ancora oggi può essere considerato giocabile anche da un pubblico di curiosi. Sebbene nato praticamente dallo stesso budget che aveva dato i natali al suo predecessore, Shenmue 2 ne era un miglioramento in tutto e per tutto. Meccaniche più fluide, una grafica migliore, un sistema di combattimento meno legnoso (ma sempre basato su Virtua Fighter), movimenti e telecamera più facilmente gestibili. Ora, non aspettatevi di trovarvi davanti a tutte quelle che sono le caratteristiche tipiche di un titolo moderno, a cominciare da tutorial invasivi pronti a suggerirvi ogni piccola mossa, ma è sicuramente quello in grado di farsi apprezzare di più, anche da un pubblico che non conosce la serie.

I puristi, al contrario, potrebbero persino storcere il naso. L’edizione di Shenmue 2 presente in questa collection è quella relativa alla versione per Xbox che, rispetto l’originale per Dreamcast, si presenta con combattimenti enormemente semplificati e altre differenze che ancora oggi fanno discutere gli appassionati della serie. Quindi, se provate per la prima volta la serie non ve ne accorgerete nemmeno, al contrario se all’epoca non avevate apprezzato la versione per console Microsoft non sarà certo questa raccolta a farvi cambiare idea.

Shenmue 1 e 2 HD Recensione

 

Shenmue 1 e 2 HD - Recensione: il commento di Giuseppe Carreca
Una delle saghe che più ammiravo ed invidiavo del compianto Dreamcast era proprio quella di Shenmue. L’opera Sega mi ha sempre intrigato per la sua natura ibrida unica, simile ad un GDR ma contestualizzata nel mondo reale. Dopo anni dalla release ufficiale sono riuscito a far mia questa storica serie, e devo ammettere che mi ha emozionato parecchio. Vero, il peso di ben tre e mezzo generazioni videoludiche si fa sentire e non poco in questa riedizione, però a livello di struttura narrativa e di gameplay riesce ancora oggi a stupire. L’ennesima prova che i capolavori sono immuni allo scorrere del tempo, anche se le loro meccaniche differenziano molto dai titoli più recenti, sempre più propensi ad accompagnare con mano il giocatore. Infatti qui non troverete comodi tutorial o indicatori per muovervi nell’ambiente di gioco. No, qui dipende tutto da voi e dal vostro spirito di avventura, che spinge a chiedere informazioni in giro e ad aguzzare la vista in cerca di qualche indizio utile. Un tuffo nel passato insomma davvero piacevole, anche se probabilmente in questa riedizione gli sviluppatori avrebbero potuto fare molto di più, specie se si confronta il loro lavoro con quello osservato in altre remastered. Il mio consiglio è di armarvi di pazienza, entrare nell’ottica un po’ antiquata del gioco, e godervi i due Shenmue con la consapevolezza di star vivendo un vero e proprio pezzo di storia del nostro media preferito, senza il quale buona parte dei giochi attuali non sarebbero così come li conosciamo ed apprezziamo. E bisogna ammettere che almeno questo a Yu Suzuki e alla sua pionieristica visione glielo dobbiamo noi tutti.

Summary

Una collection pigra, che si limita al minimo essenziale cercando di riportare in auge una saga da leggenda in vista del terzo episodio previsto per il prossimo anno. Il rischio, tuttavia, è che l’obiettivo di andare a conquistare nuovi appassionati vada totalmente a vuoto, a causa di meccaniche che hanno subito in maniera considerevole il passare del tempo. Specialmente il primo episodio. Al netto di questo, i due Shenmue rappresentano un’opera unica che qualunque appassionato di videogiochi dovrebbe provare almeno una volta nella vita. L’inizio di tante cose che oggi, nei titoli moderni, diamo semplicemente per scontate, ma che dobbiamo enormemente a Yu Suzuki e alla sua follia romantica costata decine di milioni di dollari. Nonostante tutto, devo dire che ne è valsa la pena. E i fan della serie non potranno che emozionarsi a lanciare Shenmue su una console contemporanea. Qualcosa che fino a pochi anni fa sembrava impossibile.
7

Discreto

Giovanni Ferlazzo - 7
Giuseppe Carreca - 7
Scrive di videogiochi da più di dieci anni. Questa volta ha deciso di farlo con qualcosa di suo, insieme ai suoi amici. Ama racing, sparatutto, avventure, sportivi e giochi di ruolo, ma apprezza anche le piccole produzioni indipendenti, specialmente quelle capaci di toccare con eleganza le corde più profonde dell'animo.