Red Faction Guerrilla Re-Mars-Tered Edition – Recensione del distruttivo open world

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6.5

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Ho sempre amato Red Faction Guerrilla. Lo giocai per la prima volta nell’estate del 2010: ero in cerca del classico titolo estivo, leggero, non troppo impegnativo e che aiutasse a spegnere un po’ il cervello durante gli afosi pomeriggi della bella stagione, magari dopo una giornata al mare. Una valutazione che non deve essere vista in senso negativo nei confronti del titolo sviluppato da Volition: come per qualsiasi proprietà intellettuale, che sia un libro, un film o una serie TV, prodotti di questo genere sono la manna. Ogni tanto c’è bisogno di non prendersi troppo sul serio e concedersi una sana esperienza light come le insalate estive, ma divertente come i videogiochi migliori sanno essere.

In questo senso, Red Faction Guerrilla era veramente molto divertente. Stiamo parlando di uno dei precursori degli open world contemporanei, caratterizzato da un ambiente totalmente distruttibile in un modo che non abbiamo più visto negli ultimi anni, fatta eccezione per Red Faction Armageddon, il suo sequel diretto. Era l’epoca di maturazione di PlayStation 3 e Xbox 360 e titoli così distruttivi non erano certo rari: gli sviluppatori avevano tra le mani qualcosa di nuovo, una potenza mai vista prima su console che permetteva finalmente di osare di più non solo dal punto di vista grafico. Anzi, l’interazione con l’ambiente e l’immenso numero di nemici a schermo sono stati spesso l’obiettivo primario degli studi, quasi a voler dimostrare cosa si potesse fare con gli allora nuovi hardware senza doversi concentrare troppo sull’impatto visivo.

Devo ammettere che l’annuncio di una remastered (anzi, Re-Mars-Tered) mi ha sorpreso e reso molto felice per due motivi: da un lato c’era il ritorno di uno dei giochi che più ho amato della scorsa generazione, dall’altro c’è la palese intenzione di riesumare un brand che pensavo fosse ormai dimenticato, quindi eventuali ottimi risultati di questa rimasterizzazione potranno portare magari alla nascita di un episodio inedito per le attuali console. E con le stesse premesse ci si potrebbe veramente divertire.

Red Faction Guerrilla Re-Mars-Tered Edition RecensioneDesideri assolutamente personali a parte, Red Faction Guerrilla è ambientato nel 2075: Marte è stato ormai quasi totalmente colonizzato dalla razza umana con l’intento di estrarne i preziosi materiali conservati da secoli sul suolo del pianeta rosso. L’operazione è affidata alla ULTOR Corporation, società nota soprattutto per il modo in cui maltratta i suoi dipendenti: un dettaglio che, insieme a una misteriosa epidemia, ha scatenato una rivolta che ha portato alla nascita della Red Faction, un gruppo di ribelli che combatte per liberare Marte da quella che è ormai diventata una violenta dittatura. La ULTOR è stata scacciata con l’aiuto della EDF, Earth Defence Federation, che col tempo è però diventato il nuovo nemico da combattere, attuando e per certi versi peggiorando la violenta occupazione che era stata messa in piedi dal gruppo precedente.

Il giocatore prende i panni di Alec Mason, un minatore che suo malgrado si ritrova totalmente invischiato nella lotta fino a diventare letteralmente l’eroe della Red Faction. Come si comprende subito, il contesto narrativo si sposa dunque a quella che è in fondo la struttura di gioco di questa produzione. Accennavo in precedenza che si tratta di uno dei precursori agli open world contemporanei e in effetti è così: superata la missione introduttiva, si viene infatti lasciati liberi di fare più o meno quello che si vuole. Seguire la storia, che a dire il vero serve più da riempitivo tra una distruzione e l’altra, permette ovviamente di sbloccare altre porzioni della mappa e avere nuove armi con cui seminare panico e distruzione, ma in genere si passa gran parte del tempo ad andare in giro e distruggere pezzo dopo pezzo gli avamposti del nemico.

Red Faction Guerrilla Re-Mars-Tered Edition RecensioneTra i titoli moderni, probabilmente la serie Just Cause è quella più simile a ciò che fu Red Faction Guerrilla. C’è una mappa piuttosto varia e grande da esplorare, ci sono strutture nemiche da distruggere per permettere di liberare Marte, volta per volta, dalla presenza della EDF, e soprattutto ci sono armi e situazioni esagerate che portano a vivere l’esperienza di gioco in maniera decisamente “ignorante”. La mia arma preferita, ad esempio, resta la prima in assoluto: un martello da minatore che è in grado, con pazienza, di far a pezzi qualsiasi cosa. Certo, per le strutture più grandi è ancora più soddisfacente installare delle cariche che, posizionate in punti strategici, permettano di far crollare tutto in un colpo solo (e con i nemici all’interno!), ma la grande forza di Red Faction Guerrilla è sempre stata questa: essere un enorme parco giochi in cui è l’utente a decidere letteralmente come e in che ordine distruggere tutte le strutture nemiche. La si potrebbe considerare come una valvola di sfogo non indifferente.

Insomma, la progressione è più o meno sempre la stessa: esplorazione, distruzione, porzione della mappa liberata, spesa dei punti che permettono di migliorare le proprie abilità e l’equipaggiamento, missione della campagna tanto per portare avanti un po’ la storia e il ciclo si ripete. Ci si diverte e anche tanto, specie se siete predisposti a esperienze di gioco così particolari, sebbene alla lunga si scadi inevitabilmente nella ripetitività e solo i giocatori ossessionati dal 100% porteranno veramente a termine la distruzione totale del nemico. È la scontata altra faccia della medaglia di produzioni del genere, attentissime al divertimento immediato, veloce, ideale per sessioni di gioco non molto lunghe. Sul lungo andare, però, si avverte indubbiamente che manca qualcosa in termini di profondità.

Red Faction Guerrilla Re-Mars-Tered Edition RecensioneCome si comporta quindi questa Re-Mars-Tered? Potrei applicare lo stesso discorso che vale per la struttura di gioco: ci sono buone cose, come un impianto di illuminazione totalmente rivisto, una gestione delle ombre più realistica, filtri per la pulizia dell’immagine e altri ritocchi che permettono a un engine che non ha mai fatto dell’impatto visivo la sua caratteristica principale di cercare di non sfigurare nel panorama odierno. Tuttavia, c’è anche un po’ di pigriza: a livello di contenuti non c’è veramente niente di nuovo e su Xbox One, per garantire i 60 FPS, si è dovuti ricorrere a una risoluzione nativa a 900p, un po’ deludente se si considera che siamo di fronte a un gioco vecchio quasi dieci anni. Situazione che migliora se parliamo di PlayStation 4 (1080p confermati) e soprattutto PlayStation 4 Pro e Xbox One X, che garantiscono rispettivamente una risoluzione di 1500p e 1800p. In entrambi i casi è prevista l’opzione 4K, ma il frame rate “scende” a 30 FPS. Un compitino, quindi, e neanche svolto nella maniera migliore possibile.

Red Faction Guerrilla PS4 Recensione

Red Faction Guerrilla Re-Mars-Tered Edition - Recensione: Il commento di Giovanni De Bernardis
Red Faction Guerrilla, giocato anche oggi, è un titolo divertente. Ricordo ancora quando lo provai per la prima volta nel 2009 su PlayStation 3 e la distruttibilità degli ambienti mi fece letteralmente sgranare gli occhi. Ovviamente, dopo quasi dieci anni l’effetto meraviglia è quasi svanito del tutto, dato che da allora la tecnologia e i videogiochi hanno fatto ulteriori passi in avanti, tali da far passare per superato anche un gioco che all’epoca fu, nel suo piccolo, rivoluzionario.
La “Re-Mars-Tered” di Red Faction si limita al compitino: non osa, non migliora più di tanto ma al contempo non peggiora un buon prodotto. Onestamente lo consiglierei solo a chi non l’abbia mai giocato, a patto di accettare il suo particolare stile. Per tutti quelli che ci hanno speso già molte ore anni orsono difficilmente ne consiglierei l’acquisto, se non giusto per far affiorare piacevoli ricordi alla mente.

Summary

Tirando le somme, Red Faction Guerrilla Re-Mars-Tered Edition non fa altro che riproporre oggi uno dei giochi più divertenti della scorsa generazione. Lo fa senza modificare veramente nulla, lasciando che il titolo arrivi intatto nel 2018 come se fosse ancora il 2009. Ci sono ovviamente delle migliorie a livello tecnico, sebbene l’engine vetusto e soprattutto incentrato più sulla distruzione ambientale che sull’impatto visivo non faccia gridare al miracolo per forza di cose, ma nulla di più. Una riedizione consigliata a coloro che lo hanno veramente amato all’epoca di PlayStation 3 e Xbox 360, ma anche ai nuovi giocatori curiosi di saggiare con mano uno dei precursori degli open world e soprattutto un titolo leggero da saggiare con calma durante i caldi pomeriggi estivi. Non createvi però aspettative esagerate.
6.5

Sufficiente

Giovanni Ferlazzo - 7
Giovanni De Bernardis - 6
Scrive di videogiochi da più di dieci anni. Questa volta ha deciso di farlo con qualcosa di suo, insieme ai suoi amici. Ama racing, sparatutto, avventure, sportivi e giochi di ruolo, ma apprezza anche le piccole produzioni indipendenti, specialmente quelle capaci di toccare con eleganza le corde più profonde dell'animo.