Prey Mooncrash – Recensione dell’atipico DLC di Arkane Studios

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8.3

Buono

Prey sbarca sulla luna, ma con una veste diversa da come lo ricordavamo.

Si può applicare la filosofia dei roguelike a uno sparatutto fantascientifico già di per sé piuttosto atipico? È quello che deve aver pensato Arkane Studios nella progettazione di Mooncrash, il tanto atteso DLC di Prey, uno dei titoli forse più sottovalutati di questa generazione, che è arrivato praticamente in concomitanza con l’annuncio fatto da Bethesda nel corso dell’ultimo E3.

Prey Mooncrash RecensioneMooncrash, va detto, non rinnega affatto quelle che sono le peculiarità del titolo originale: semplicemente, le rimescola e le cala in un contesto che prende a piene mani quella che è la struttura tipica di un roguelike. Stessa ambientazione, diverse possibilità, diversi personaggi da controllare e soprattutto un continuo studio di mappa e nemici che porti ad affrontare sempre meglio quanto proposto dal gioco.

Prey Mooncrash è ambientato dopo il finale del titolo principale anche se i collegamenti con la storia sono apparentemente pochissimi. Appunto, solo apparentemente: perché una delle cose migliori di questa espansione è la continua scoperta di file audio, documenti e altro materiale che permette di svelare dettagli inediti molto interessanti su quella che è la lore del gioco originale, aprendo strade ipotetiche su ciò che potrebbe essere un eventuale sequel.

Prey Mooncrash RecensioneAd ogni modo, protagonista di questa nuova avventura è Peter, un tecnico informatico incaricato dalla Kasma Corporation di scoprire cosa è successo alla base lunare di Pytheas. La prima grossa particolarità di questa espansione consiste proprio nel ruolo dello stesso Peter, il quale non sarà mai impegnato attivamente nel corso del gioco, risultando soltanto uno strumento con cui investigare sugli eventi che hanno coinvolto la stazione. Il compito del protagonista infatti è quello di scoprire il destino di cinque sopravvissuti prendendone i panni attraverso un complesso simulatore di realtà virtuale: bisognerà ricostruire la loro fuga ai minimi dettagli per completare il contratto stipulato con Kasma Corporation e poter finalmente tornare a casa.

Questo espediente narrativo apre quindi alla formula roguelike a cui accennavo in apertura di questo articolo. Ovviamente, non parliamo di un roguelike in senso stretto: semplicemente, Arkane Studios ha mischiato quelle che sono le caratteristiche tipiche di questo genere a quelle della formula originale di Prey, che risulta così parecchio diversa da come la ricordavamo. Il compito del giocatore sarà così quello di affrontare sempre la stessa mappa di gioco, dalle dimensioni decisamente ridotte rispetto quella del titolo originale, nei panni dei cinque differenti personaggi di cui dovremo scoprire il percorso che li ha portati alla fuga. E se detta così può apparire come una struttura di gioco noiosa e ripetitiva, le trovate studiate da Arkane Studios ci permettono di parlare di uno dei migliori DLC degli ultimi tempi.

Prey Mooncrash RecensionePrima di tutto, ogni personaggio vanta abilità e caratteristiche uniche che di fatto rendono diversa ogni run. Impersonare il tecnico suggerirà maggior prudenza e una particolare attenzione alle sue abilità tal senso; chi invece è stato addestrato alle arti militari potrà garantire un’esperienza di gioco più classica e vicina ai canonici sparatutto in prima persona e così via. I cinque differenti protagonisti, al di là di quelli che sono i dettagli inediti della storia che ci permetteranno di scoprire, offrono ad Arkane Studios la chance di mettere sul piatto una formula sorprendentemente variegata per un roguelike, così da non scadere subito nell’estrema ripetitività di fondo.

Anche perché, non è esattamente facile portare a termine il compito assegnato al buon Peter. Per completare la missione dovremo fare in modo che nessuno dei cinque personaggi muoia nel processo, pena il riavvio della simulazione. E non possiamo neanche prendercela comoda: più tempo passeremo all’interno della sistema virtuale, maggiore sarà il livello di corruzione, che comporterà l’apparizione di nemici sempre più potenti e numerosi, che non renderanno certo facile il prosieguo della missione. Del resto, come ben si concede a un roguelike, per andare avanti dovremo spesso liberare del tutto l’area in cui ci troviamo: compito che diviene via via sempre più difficile con l’aumentare del livello di corruzione.

Prey Mooncrash RecensioneEsatto, Prey Mooncrash non è esattamente un gioco facile nel senso stretto del termine. Anzi, all’inizio si muore molto spesso, quasi in maniera frustrante. E prima riuscirete ad accettare questa filosofia, prima capirete come ripartire, mettere a posto le cose e finalmente completare l’avventura. In tal senso, un aiuto da parte degli sviluppatori arriva dai punti che potrete spendere al termine di ogni run. Che siate morti o riusciti a completare la simulazione con un dato personaggio, il gioco vi fornirà dei punti che potrete spendere per migliorare il vostro equipaggiamento e le vostre abilità. La cosa importante è che si tratta di modifiche permanenti e che non perderete neanche in caso di morte di tutti i personaggi. È una caratteristica fondamentale per non rendere troppo frustrante l’esperienza di gioco e regalare un senso di progressione così soddisfacente da spingere a non cadere sotto i colpi di una ripetitività di fondo piuttosto normale per questo genere di produzioni ma per fortuna non così marcata da risultare tediosa sul lungo andare.

Mooncrash è un gioco che richiede pazienza, specialmente nel corso delle prime ore, ma equipaggiamenti e abilità sempre più potenti rendono le run successive più soddisfacenti dando modo di lavorare anche sugli obiettivi secondari proposti per ogni personaggio: molto interessanti sia per sbloccare nuove caratteristiche, sia per scoprire appunto dettagli inediti sulla lore di Prey. Per non parlare poi della possibilità di affrontare nemici totalmente inediti, come il Mostro Lunare che vi darà parecchio filo da torcere specialmente quando sarete alle prime armi.

Prey Mooncrash Recensione

Prey Mooncrash - Recensione: il commento di Marco Di Spezio
Il nuovo DLC di Prey stupisce non tanto per i contenuti, ma per il modo in cui riesce a dimostrarsi un prodotto valido con uno sforzo relativamente basso. Nonostante tutto il gioco si svolga in un’unica grande area, infatti, difficilmente si giunge a sensazioni di ripetitività o di noia. Questo è stato possibile grazie a diversi fattori, come le cinque classi da utilizzare, ognuna con caratteristiche molto diverse da poter sviluppare, o la grande quantità di variabili casuali che caratterizzano ciascuna delle molteplici sfide. Il fatto stesso che il gioco sia strutturato in questo modo, con una serie di sfide sempre più impegnative, lo rende una piacevole variante alla versione base del titolo, incentrata sull’esplorazione e un approccio più meditativo. Quest’ultimo aspetto costituisce però anche un limite che rende Mooncrash non adatto a tutti i giocatori, in particolare a quelli più legati alle meccaniche di Prey: progredendo con i livelli, infatti, le sfide diventano sempre più frenetiche e il fattore tempo diviene fondamentale, rendendo praticamente impossibili gli approcci più cauti. Si tratta sicuramente di un elemento che contribuisce alla varietà dell’esperienza, ma che potrebbe non incontrare il gusto di tutti. Nel complesso Mooncrash è un prodotto valido che vale sicuramente la pena acquistare.

Summary

Prey Mooncrash non è insomma l’espansione che molti si sarebbero aspettati, limitandoci a parlare del genere di gioco. Tuttavia, è proprio la decisione di applicare la formula tipica dei roguelike a renderla veramente unica e interessante. Certo, siamo di fronte a un DLC perfetto per i giocatori più pazienti e che non si sposa benissimo con chi vorrebbe semplicemente imbracciare armi e poteri e fare stragi per portare a termine il gioco. Anzi, le varie run necessarie per completare l’incarico al 100% rappresentano il punto di forza di questa produzione, che grazie a uno spiccato senso di progressione e a un level design comunque ricercato, riesce a garantire un’esperienza di gioco soddisfacente per diverse ore di gioco oltre ad approfondire oltremodo quello che è già il tanto interessante universo di Prey.
8.3

Buono

Giovanni Ferlazzo - 8
Marco di Spezio - 8.5
Scrive di videogiochi da più di dieci anni. Questa volta ha deciso di farlo con qualcosa di suo, insieme ai suoi amici. Ama racing, sparatutto, avventure, sportivi e giochi di ruolo, ma apprezza anche le piccole produzioni indipendenti, specialmente quelle capaci di toccare con eleganza le corde più profonde dell'animo.