PES 2019, la recensione del nuovo gioco di calcio firmato Konami

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7.8

Discreto

Fischietto in bocca, si parte con la recensione di PES 2019

La fine dell’estate può avere diversi significati, ma per tutti gli appassionati di calcio che hanno nostalgicamente atteso di poter rimettere gli occhi sul rettangolo verde significa esclusivamente una cosa: il ritorno in campo. La nuova stagione 2018/2019 è appena cominciata e Konami ha voluto essere parte attiva di questo importante momento, presentandosi con un nuovo capitolo dell’immortale serie Pro Evolution Soccer. Il lancio del gioco, avvenuto con sostanziale anticipo rispetto al tradizionale arrivo sugli scaffali sul finire di settembre, ha dei profondi significati strategici, che hanno evidenziato il periodo non semplice che attualmente sta vivendo la serie calcistica dalla software house nipponica.

PES 2019

Se fino alla scorsa edizione i motivi che potevano portare all’acquisto di Pro Evolution Soccer riguardavano un gameplay sempre più raffinato e le immancabili licenze UEFA, per quanto riguarda PES 2019 la situazione è un tantino diversa. Champions League, Europa League e Supercoppa Europea sono infatti passate alla concorrenza. Un nuovo ciclo dunque, che ha costretto Konami a giocare d’anticipo non solo con il lancio anticipato, ma anche con una serie di acquisizioni, in termini di licenze, davvero inusuali. Se FIFA potrà contare sui principali campionati europei, la serie giapponese punta sui tornei minori, soprattutto per questioni commerciali, palesando quindi ancora una volta una grave mancanza sotto il nostro punto di vista. Non possiamo sperare dunque di vedere la licenza per la nostra Serie A, per la Premier League, la Liga Spagnola e la Bundesliga tedesca: un vuoto che verrà presumibilmente colmato dagli utenti grazie al tradizionale file opzioni, ma almeno agli inizi bisognerà giocare di fantasia!

PES 2019

PES 2019 punta allora in maniera più che evidente ad un pubblico di nicchia, che possa interessarsi all’acquisto del gioco anche con la mancanza di licenze così importanti. Senza girarci troppo attorno, il realismo quasi impeccabile di animazioni, volti e stadi è quel che risalta subito all’occhio quando si mettono le mani sul joypad per fare la prima partita. Questi motivi, insieme ad un gameplay dalle dinamiche sempre più simili al calcio vero, inquadrano il titolo Konami alla stregua di un simulativo in tutto e per tutto. Non è però tutto oro quel che luccica, e nonostante i tanti miglioramenti portati in maniera anche massiccia su determinati aspetti, all’atto pratico il gioco può risultare complesso per quei videogiocatori che non dispongono di tempo sufficiente per apprendere nel migliore dei modi tutte le sfumature di PES 2019. Il rischio di banalizzare le proprie giocate, rendendo il match un susseguirsi di azioni molto simili tra loro, è infatti un fattore non legato semplicemente all’abilità di ciascun utente, ma va a scontrarsi con il tanto tempo necessario che il gioco richiede per poter padroneggiare e gestire realmente gli undici giocatori in campo. La migliorata fisica di giocatori e pallone hanno inevitabilmente rallentato i ritmi di gioco, il che è un bene qualora si voglia poter gestire la propria azione con coscienza e consapevolezza. Quando invece risulta complesso far sposare una IA non brillante con una manualità che richiede del tempo per essere realmente padroneggiata, il risultato è un gioco macchinoso e decisamente povero di ritmo, che non permette di trovare soddisfazioni così. Le difficoltà vengono in parte oscurate quando ci si imbatte in difese non precise giocando online o a difficoltà non elevate della CPU. Quando però si aumenta il livello di sfida, il semplice gioco di passaggi filtranti ed inserimenti poco accurati dell’IA senza palla non saranno più sufficienti.

PES 2019Nel corso della nostra analisi della demo avevamo evidenziato un’iniziale sensazione di macchinosità e pesantezza, giustificabile dal fatto che si trattava dei primi incontri in cui si doveva ancora acquisire manualità. Una volta avuto tra le mani il gioco completo il risultato non è stato molto differente rispetto alle nostre prime impressioni. Anche da un punto di vista difensivo le difficoltà si palesano a causa di una IA traballante e poco sicura dei suoi mezzi, che vi metterà spesso nelle condizioni di scampare gli innumerevoli pericoli che arriveranno nella vostra retroguardia, in maniera decisamente boccheggiante. Se questo può dunque essere un fattore limitante in ottica gameplay per determinati tipi di giocatori, per altri il discorso potrebbe essere decisamente diverso. Non intendo dire che per poter padroneggiare PES 2019 sarà necessario diventare dei gamer professionisti, ma servirà senz’altro una buona dose di pazienza e passione. Una volta acquisiti tutti i meccanismi e le nuove realistiche dinamiche, il gioco diventa uno spettacolo, regalandovi l’illusione di trovarvi davanti a una vera partita di calcio. Dimenticate i vecchi tempi in cui bastava tirare in determinate maniere per essere certi del gol, poter contare su un ritmo di gioco adatto a tutti e che possa divertire anche i novizi: PES 2019 inizia a diventare uno splendido capolavoro di gameplay solamente dopo un bel po’ di ore spese a maneggiare il vostro joypad.

PES 2019Se questo lato decisamente simulativo può essere considerato per certi punti di vista un ulteriore passo in avanti rispetto quanto di buono si era visto lo scorso anno, lo stesso non può purtroppo dirsi per le modalità di gioco. Per quanto riguarda il gioco offline PES 2019 non si è rinnovato, lasciando invariate molte delle sue pietre miliari sempreverdi come la Master League e Diventa un Mito. Nonostante dei piccoli cambiamenti per lo più legati all’interfaccia, nella sostanza entrambe le modalità di carriera sono identiche alle passate edizioni. Il vero passo in avanti è stato fatto per quanto riguarda le modalità di gioco online, un punto cardine per le future strategie di Konami sulla serie di Pro Evolution Soccer. Le immancabili modalità 1vs1 e stagioni non ci hanno fatto strappare i capelli dalla voglia di continuare a giocare per scalare le classifiche, ma restano ancora dei buoni diversivi. Le vere novità di PES 2019 possono essere evidenziate nelle divertenti ed intriganti sfide co-op 3vs3, e nella modalità myClub, che ha subìto un drastico miglioramento per quanto riguarda contenuti ed opzioni. La volontà di contrastare l’oramai affermata modalità Ultimate Team di FIFA ha costretto Konami ad occuparsi con oculata attenzione verso questa modalità. Proprio come accade nella controparte EA Sports, la modalità myClub vi porterà a creare il vostro team attraverso l’acquisto di giocatori, come se fossero delle figurine o giocatori al fantacalcio, tramite un processo di ricerca scouting di agenti ed osservatori. Questa nuova possibilità di ottenere i vostri giocatori sembra una buona e valida alternativa al sistema già collaudato dell’Ultimate Team, ma necessita ancora di numerosi aggiustamenti prima di potersi affermare ad alti livelli. La relativa semplicità nel creare un team fin da subito potente, legato alla lentezza burocratica nell’ottenere agenti ed osservatori di alto livello, non aiutano a rendere agevole e fruibile questa modalità che, ciononostante, si presenta come un’alternativa di buon valore e che regala più che una semplice speranza per il futuro della serie Pro Evolution Soccer.

PES 2019

PES 2019 - Recensione: Il commento di Giovanni De Bernardis
PES 2019, perse le importantissime licenze della Champions League e dell’Europa League, non si è scoraggiato anzi, può dirsi che si è rinnovato puntando verso licenze di campionati minori come quello turco, russo, argentino e altri ancora. Ovviamente per tanti appassionati questo potrà rappresentare un grosso problema, e di certo non posso biasimarli, ma bisogna ammettere che ho trovato il gioco Konami come un qualcosa di speciale. Bellissimo da vedere e da giocare, non ho mai provato un realismo così evidente in un gioco di calcio. Spesso vi capiterà di avere la sensazione di stare guardando una partita e non di giocarla. PES 2019 è a tutti gli effetti un prodotto valido sotto quasi tutti i punti di vista, e se siete fra quelli che amano stare lì ore e ore a modificare nomi, stemmi, giocatori e quant’altro allora questo è il gioco che fa per voi. In atteas dei file opzioni.

PES 2019

PES 2019 - Recensione: il commento di Giuseppe Carreca
È difficile non provare un moto nostalgico quando si parla di Winning Eleven, o se preferite Pro Evolution Soccer in Occidente. In passato, per quanto mi riguarda il simulatore calcistico di Konami era il non plus ultra del divertimento, ma negli anni la serie ha perso quel suo fascino quasi naif che andava oltre le licenze ufficiali della concorrenza. Le cose negli ultimi anni sembrano essere cambiate, e ora PES sembra avere ritrovato la strada vincente degli anni d’oro: quella del divertimento. Realismo in campo, fisica dei movimenti dei giocatori e del tocco del pallone davvero ben realizzati, come le animazioni facciali ancora insuperabili, regalano un gameplay sì immediato ma anche molto ben stratificato. Peccato per la filosofia conservatoria che riguarda le modalità di gioco. Il mio consiglio è comunque quello di dare una chance al nuovo simulativo Konami, perché il Re decaduto torna a mostrarsi con artigli sempre più affilati anno dopo anno. La concorrenza è avvisata.

PES 2019

PES 2019 - Recensione: il commento di Marco Di Spezio
L’impegno di Konami per rendere PES 2019 un titolo competitivo è evidente e si nota in tanti dettagli relativi soprattutto alla giocabilità e al realismo. In effetti il gap che lo separa dal suo diretto concorrente sembra essere stato ridotto, ma il peso delle mancate licenze continua a farsi sentire notevolmente, a maggior ragione in questa stagione in cui non saranno presenti neanche le coppe europee. D’altro canto l’aspetto grafico è eccellente e rappresenta in effetti il maggiore punto di forza del titolo. Giocare a PES 2019 è infatti appagante soprattutto per gli occhi e il rendering dei volti e degli stadi rende il tutto estremamente spettacolare e realistico. Purtroppo non è tutto oro ciò che luccica. Un vero peccato, soprattutto perché anche a livello di gioco PES 2019 riesce in qualche modo a dire la sua, ma essere inizialmente costretti a giocare utilizzando molte delle squadre più importanti con nomi e scudetti storpiati continua a relegare il titolo ad un livello di seconda scelta, se fate attenzione ai dettagli.

Summary

PES 2019 è un buon gioco, che fa del realismo e della ricerca simulativa il proprio punto di forza. Le difficoltà di mettere mano al gioco da novizio, potrebbe portare in breve tempo ad annoiare, se non si ha la giusta passione per dedicare del tempo a migliorare le proprie qualità. Se dal punto di vista grafico e dinamico il gioco è davvero uno splendore, le mancanze di tantissime licenze rendono PES 2019 pieno di falle che si vanno palesando con il tempo. Bella l'idea di poter giocare dei campionati mai provati prima, come quello turco, danese, francese, argentino e tanti altri, ma la mancanza dei principali campionati europei e delle competizioni UEFA sono un macigno troppo grosso da digerire, così come la mancanza di alcuni top team che avranno i nomi totalmente storpiati. Il miglioramento da parte di Konami c'è stato, così come l'impegno evidente per creare qualcosa di diverso, sia per la questione delle licenze, che per la cura di un gameplay realistico e del comparto online, in particolare per la modalità myClub, ma è un gioco che va maneggiato e valutato con estrema cura.
7.8

Discreto

Fabrizio Di Spezio - 8
Giovanni De Bernardis - 8
Giuseppe Carreca - 8
Marco Di Spezio - 7
Un mix insensato di polemica, passione e tanta voglia di sognare con le mani sul joypad. Dal buon cuore, ma con una penna fin troppo lunatica. Amante di RPG, Platform e giochi sportivi.