Persona 5 – Recensione

PlayStation 4 Recensioni
9.4

Ottimo

The Phantom Thieves Will Take Your Heart.

Quanti di voi ricordano i bei giochi di ruolo giapponesi di una volta? Quelli dalla trama avvincente ed epica, i personaggi caratterizzati così bene da risultare quasi reali ed il sistema di combattimento, rigorosamente a turni, ma stimolante e completo in ogni suo aspetto? Negli anni vere e proprie perle ci hanno regalato emozioni forti e indelebili nel nostro essere, anche se scaturite da un genere definito di nicchia dai più. L’ostracismo è dato spesso dalla struttura stessa dei giochi che può risultare lenta e ripetitiva a lungo andare, dove spesso il grinding la fa da padrone; altra causa la mancata distribuzione di molti titoli nel panorama occidentale.Persona Vien da sé che molte software house nipponiche degne di nota non ottengono il meritato riconoscimento dalle nostre parti, ma fortunatamente la situazione sta cambiando. Una delle realtà più belle in tal senso è la casa Atlus ed il suo Persona, una serie che negli anni è riuscita a ritagliarsi una grande fetta di sostenitori grazie ad uno stile unico e decisamente sopra le righe. Per celebrare i vent’anni della saga è giunto un nuovo gioco, che ci si chiede se riuscirà a tenere alto il valore degli episodi precedenti. La risposta risulta più che scontata. Nata come spin-off della saga Shin Megami Tensei, l’intera vicenda di gioco ruota attorno all’esistenza di queste entità chiamate Persona. Ma cosa si intende per Persona? Un potere sopito nel nostro “io” interiore, nell’antro più remoto della nostra coscienza capace di mostrarci ciò che solitamente è invisibile all’occhio umano. Pochi sono gli eletti capaci di risvegliare la propria Persona, rappresentate nel gioco come delle figure storiche realmente esistite o tratte da miti e leggende nel mondo, ed ancora meno sono coloro i quali riescono a possederne più di una e controllarle: ma sarà proprio questa la particolarità del nostro protagonista.

PersonaSin da subito veniamo catapultati in una Tokyo frenetica, nel bel mezzo della vita scolastica di un normale studente del liceo. La vicenda sembrerebbe alquanto banale se non ci fosse un mistero nascosto: una realtà alternativa rappresentata dai “Palazzi” delle persone. Queste sono riproduzioni di desideri perversi e distorti, di cui gli individui stessi non sono consapevoli, che il nostro protagonista dovrà affrontare utilizzando appunto le Persona. Studente di giorno e Phantom Thief di notte, Ren Amamiya dovrà districarsi in questa sua doppia vita. Per svolgere questa difficile impresa non sarà solo: un gruppo di ragazzi che condividono i suoi ideali lo aiuteranno infatti nel corso di tutta la sua avventura. Poco altro vi svelerò sulla trama del gioco, in quanto davvero complessa, intricata e meritevole di essere scoperta in ogni sua sfaccettatura. Fiore all’occhiello della serie è come sempre la possibilità di sperimentare un simulatore di vita quotidiana, combinato alla frenesia di combattimenti nei dungeon, superare labirinti ed enigmi. Se a prima vista le due anime del gioco possono apparire distinte e separate, in realtà si riveleranno essere interconnesse e strettamente complementari. Per diventare più forte il nostro protagonista dovrà stringere relazioni con diversi Confidant, dei personaggi con una propria storia personale e con un sistema a livelli che se sviluppato, permetterà di sbloccare nuove abilità utili nelle fasi di combattimento e non solo.

Persona

C’è così tanta roba da fare e da vedere che è facile distrarsi e prediligere un pomeriggio passato in palestra, anziché uscire con qualcuno. Il tempo scorre veloce in Persona 5 e sarà compito del giocatore giostrare al meglio i propri impegni, mescolando adeguatamente fasi sociali con quelle di battaglia. Il combat system del titolo è sì a turni come i giochi di una volta, ma risulta modernizzato rendendo ogni scontro molto più rapido e dinamico; ogni nemico e alleato ha (spesso) un tipo di attacco verso cui è debole, che se colpito provoca una fase di stordimento temporaneo, permettendo così all’attaccante di poter agire una seconda volta. Tale azione apre ad ulteriori tecniche e strategie che, se ben sfruttate, possono portare alla vittoria col minor consumo di risorse possibile. Ma come modificare le nostre Persona e rendere l’esperienza di gioco ancora più personalizzabile e piena? La risposta giace nella cella che supera i concetti di spazio e tempo quale è la Velvet Room: una dimensione in cui il giocatore può fondere le Persona già incontrate nel corso del gioco, per ottenerne di nuove e più potenti e per sbloccare nuove funzioni proseguendo nella trama. Non pensate che questa sia una cosa sbrigativa: l’ampio arsenale di possibilità e di combinazioni, non vi faranno infatti rendere conto del passare del tempo e vi catapulteranno in un’odissea con centinaia di Persona, complessa sì, ma tanto affascinante.

PersonaAnalizzando tutti questi elementi di gameplay non si può rimanere indifferenti di fronte al comparto grafico e a quello sonoro: siamo davanti ad un vero capolavoro sotto questi aspetti. Il design dei personaggi e degli ambienti è curato nei minimi particolari, e ciò appare nello squisito stile anime. I filmati di gioco non sono da meno, per quanto riguarda disegni e pathos trasmessi, e non hanno nulla da invidiare alle vere e proprie serie animate. Per quanto riguarda la soundtrack questa risulta essere vastissima, con una scaletta di più di un centinaio di brani uno più travolgente dell’altro, che accompagnano i vari momenti del gioco spezzando le scene d’azione dai momenti di pace e tranquillità. Tuttavia il titolo non si ferma ad un livello puramente estetico, bensì pare abbia un messaggio da recapitare: il modo in cui affronta la vita il nostro protagonista, la trama di fondo e le diverse situazioni con cui ha a che fare, esprimono una denuncia sociale verso l’odierna società giapponese. Ma questo lo scopriremo solo giocando.

Persona

Persona 5 - Recensione: il commento di Giovanni Ferlazzo
Persona 5 è una di quelle avventure che sai già bene che ti regaleranno qualcosa di indimenticabile. Merito del pedigree indiscusso di una saga leggendaria, che dai tempi di PlayStation 2 non fa che entusiasmare gli appassionati del genere. Questo quinto capitolo ovviamente non fa eccezione e anzi eleva all’ennesima potenza tutto quanto di buono avevamo visto in passato: una storia ricca e coinvolgente, un gameplay capace di unire in maniera intelligente ed efficace due generi che, sulla carta, sono totalmente diversi tra loro e una quantità impressionante di contenuti. Peccato solo per la presenza esclusiva della lingua inglese: mancanze che nel 2018 fatico a digerire, nonostante mastichi la lingua di Shakespeare.

Persona

Persona 5 - Recensione: Il commento di Giovanni de Bernardis
Immenso. Questo è l’aggettivo che mi viene in mente dopo aver finito quel capolavoro che è Persona 5. Immenso nella storia, scritta in modo sopraffino, con colpi di scena che scuotono il videogiocatore durante tutta la durata dell’avventura. Immenso nel gameplay, intricato ma dilazionato nelle prime 20 ore di gioco con tutorial mai invasivi, ma che riescono nell’intento di non far confondere il giocatore. Immenso nella caratterizzazione dei personaggi, ognuno con la propria personalità. Impossibile non affezionarsi ai protagonista ed ai comprimari: vi capiterà di ridere con loro, piangere con loro e vorreste averli al vostro fianco. Immenso nel level design, ogni ambiente è diverso dall’altro, Tokyo è una città viva come quella reale.
Se avete una PlayStation 4, Persona 5 è un gioco da avere a tutti i costi ed ascoltate un consiglio personale, non lasciatevi intimorire dalla mancata localizzazione in italiano, munitevi di traduttore (o dizionario) e giocatelo.

Persona

Persona 5 - Recensione: il commento di Andrea Zanca
Ricordo ancora quando, per cause di forza maggiore, mi ritrovavo fuori casa ogni mattina e l’unica consolazione era una PSVITA e Persona 4 Golden. Ritrovai dopo tanti anni il piacere di giocare un JRPG come da tempo non se ne vedevano, e quando annunciarono Persona 5 non potevo che esserne entusiasta. Il gioco non solo ha confermato le mie enormi aspettative, ma le ha persino superate, con uno stile ineguagliabile ed una complessità degna dei migliori giochi di ruolo resa accessibile da menu immediati e coloratissimi. Persona 5 ha così tante cose da fare da perdersi, una soundtrack sensazionale e soprattutto un carisma dei protagonisti degno dei migliori anime. Una delle migliori avventure giapponesi di sempre.

Summary

Detto questo il gioco della Atlus sembra essere un prodotto ricchissimo con grandi potenzialità a livello di godibilità e gameplay, risultando ad oggi il nuovo metro di paragone per i futuri JRPG a venire. Possiamo parlare quindi di un gioco perfetto? In larga misura si, ma a cercarlo si può trovare il classico pelo nell’uovo: l’eccessiva mole di dialoghi, non supportati da altre lingue all’infuori dell’inglese e del giapponese, non aiuta a far uscire Persona 5 dalla sua etichetta quale gioco di nicchia e quindi non accessibile a chi magari non mastica le lingue straniere. Se volete un consiglio però armatevi di dizionario, di una buona dose di pazienza e immergetevi in questa fantastica avventura: che i Phantom Thieves possano rubarvi il cuore!
9.4

Ottimo

Giuseppe Carreca - 9.5
Giovanni Ferlazzo - 9
Giovanni De Bernardis - 9.5
Andrea Zanca - 9.5