Onrush – Recensione del velocissimo racing di Codemasters

PlayStation 4 Recensioni Xbox One
8.3

Buono

Onrush è uno di quei giochi che in un modo o nell’altro ti tengono sempre attaccato allo schermo. Sì, sto parlando della classica sensazione da: “Una partita ancora e smetto!“, di cui possono pregiarsi soltanto i migliori racing arcade sul mercato, e in tal senso la nuova creatura di Codemasters entra in punta di piedi a guadagnarsi uno spazio tutto suo in un genere che non è più tanto affollato come una volta. Del resto, se oggi abbiamo Onrush lo dobbiamo forse anche alla morte di Motorstorm: la serie esclusiva PlayStation 3 che è stata di fatto messa in ghiaccio dopo la chiusura di Evolution Studios da parte di Sony. Lo staff dello sviluppatore inglese non ha però fatto fatica a trovar posto in Codemasters, alla ricerca di forze per un nuovo studio a cui affidare una IP nuova di zecca, che in un certo senso riprendesse quella filosofia arcade estrema propria di Motorstorm.

Ridurre però Onrush ad essere un mero seguito spirituale di quella che fu la saga di punta per il genere su PlayStation 3 sarebbe ingiusto nei confronti del lavoro svolto dal team britannico. Perché se da una parte è vero che il titolo mantiene quello stile sopra le righe che ha contraddistinto Motorstorm negli scorsi anni, dall’altra ne evolve il concetto in qualcosa di nuovo, buttandoci dentro anche un pizzico di Burnout. Sì perché il progetto diretto da Paul Rustchynsky, lo stesso che ha guidato il team che ha dato vita a Driveclub su PlayStation 4, si smarca dalla classica struttura dei racing game in cui è richiesto sorpassare a manetta e arrivare almeno terzi per passare alla gara successiva. No, in Onrush si corre letteralmente ed esclusivamente per la squadra, in un tripudio di velocità, scontri violentissimi ed acrobazie da panico.

Capirete subito che qui non è come negli altri racing già nella gara di introduzione: inseriti in una squadra casuale, una voce fuoricampo spiega che l’obiettivo non è arrivare primi ad un traguardo che effettivamente non esiste nemmeno, ma accumulare quanto più turbo possibile e utilizzarlo a manetta per permettere al proprio team di raccogliere punti in modo da sconfiggere i rivali. Le ricariche di turbo possono essere raccolte in svariati modi: compiendo salti vertiginosi o pericolose acrobazie, distruggendo gli avversari in un modo che richiama evidentemente la serie Burnout e facendo fuori i “gregari“, ovvero veicoli e motociclette che non partecipano attivamente alla corsa, ma che fungono unicamente da carne da macello per permettere ai partecipanti alla corsa di raccogliere il turbo necessario. È il caos. Ma solo all’apparenza, perché lentamente si mettono all’opera tutti i vari piccoli sistemi studiati dallo sviluppatore per far sì che si venga letteralmente costretti a giocare di squadra: una tipologia di veicolo, ad esempio, può fornire del turbo extra ai propri compagni nelle vicinanze; un altro può invece installare delle trappole per gli avversari; un altro ancora, questa volta a due ruote, può lasciare una scia di fiamme che danneggi le vetture dell’altra squadra.

Insomma, quello che solo di primo acchito sembra essere un sistema fortemente limitato e ripetitivo, si svela in tutta la sua forza con il prosieguo della campagna single player, che altro non è che un enorme e ben fatto tutorial in vista del multiplayer online, dove Onrush offre davvero il meglio di sé. Quella descritta nel paragrafo precedente è infatti solo una delle quattro differenti varianti proposte dal gioco. Per non star qui a far una lunga e noiosa descrizione che poco si concede a una recensione, sappiate che una di queste richiede a tutti gli elementi della squadra di attraversare il più velocemente possibile dei portali a mo’ di checkpoint per evitare che il proprio tempo scada prima di quello degli avversari. Se da un lato allora può spaventare la presenza di “sole” quattro modalità di gioco, dall’altro bisogna considerare che la filosofia di gioco evita il ripetersi di determinate situazioni generando un’esperienza varia e coinvolgente per ogni gara. Quello che stona, a dirla tutta, è la presenza di poche location. Per quanto i “circuiti” siano ben disegnati e talmente aperti da proporre scorciatoie ad ogni dove, mi è un po’ dispiaciuto vedere quanto il gioco si limiti proprio in questo versante, quando sarebbe stato bello avere qualcosa di più sotto questo punto di vista.

È un problema che diventa veramente tale con il prosieguo nel single player: conoscere i tracciati a memoria si tradurrà inevitabilmente in un vantaggio non da poco per il giocatore, che avrà quindi poche difficoltà a far bene e a trascinare la sua squadra alla vittoria. Va detto che altra particolarità di Onrush è quello di proporre dei piccoli sotto-obiettivi per ogni gara che offrono dei punti con cui sbloccare gli eventi successivi: capirete da soli che questi mini-incarichi non si limitano alla semplice vittoria dell’evento, ma possono riguardare ad esempio alcune caratteristiche peculiari di certi veicoli, un numero minimo di eliminazioni da effettuare e così via. Nulla di particolarmente complicato a dire il vero, ma tanto pane per i completisti e i giocatori attenti al minimo dettaglio.

Onrush - Recensione: il commento di Marco Di Spezio
Onrush è un racing diverso dal solito e improntato sul gioco di squadra. L’obiettivo non è quindi arrivare prima degli altri ma portare alla vittoria il proprio team, e sotto questo aspetto Onrush si avvicina in un certo senso ai classici multiplayer FPS. Difficile smettere di giocare una volta che si inizia, complice anche la varietà delle modalità di gioco e delle “classi” dei veicoli, ognuna con caratteristiche peculiari diverse che portano ad approcci di gara differenti. Se giocarlo da soli è già divertente, farlo in compagnia di amici diventa poi spettacolare. A macchiare la valutazione complessiva sono però due aspetti: il primo riguarda la varietà dei tracciati che alla lunga porta ad una continua sensazione di déja-vu, ulteriormente amplificata da una certa somiglianza stilistica tra i pochi tracciati presenti. La speranza è che gli sviluppatori inseriscano nuovi tracciati con future patch, altrimenti sarebbe un vero peccato. L’altro aspetto negativo riguarda la grafica un po’ scarna, che in giochi del genere può essere forse considerato un fattore secondario ma che, comunque, non contribuisce alla godibilità complessiva dell’esperienza. In definitiva Onrush è un gioco che fa il suo dovere divertendo parecchio e lasciandosi giocare senza fatica, che consiglierei tranquillamente.

Onrush - Recensione: il commento di Fabrizio Di Spezio
Onrush è stata un’esperienza pazzesca, che mi ha fatto tornare i brividi adrenalinici su pista, come non li provavo ormai da tempo. Sicuramente il gioco ha ancora delle mancanze, più che altro legate alle davvero poche piste a disposizione e le modalità di gioco disponibili, ma anche in questa sua piccola varietà Onrush riesce a tenervi incollati allo schermo e farvi divertire. Il gioco è una vera e propria bolgia, un combattimento senza quartiere che mette in risalto le tantissime abilità esplosive e dinamiche dei veicoli, con una fluidità e leggerezza che rende davvero benissimo sullo schermo. La possibilità di giocare online ed in single player rende davvero Onrush un gioco aperto a chiunque voglia provare quest’esperienza, che non è adatta sicuramente a tutti e necessita un briciolo di follia in più, ma che può regalarvi davvero tantissime ore di pure divertimento adrenalinico.

Summary

A questo punto si apre la questione spinosa: Onrush è un gioco adatto a tutti? Nonostante il suo ottimo modello di guida, immediato e molto soddisfacente, farei un attimo un paio di valutazioni prima di considerare l'acquisto a prezzo pieno del nuovo nato in Codemasters. Bisogna accettare, questo è fondamentale, qualcosa di veramente diverso rispetto i canonici racing arcade di questo tipo: perché se la base può sembrare simile, si rischia di rimanere fin troppo sorpresi da come il gioco vuole invece che vengano sfruttati i suoi elementi. Non c'è una griglia di partenza, non c'è un traguardo, si parte lanciati e si corre "all'infinito" fino a quando non vengono soddisfatte le particolari regole della relativa modalità di gioco. E soprattutto, si corre sempre sopra le righe, tra acrobazie che ricordano Motorstorm, violenti scontri che richiamano invece Burnout e una velocità pazzesca. Presa considerazione di ciò e accettato questo sarete già a buon punto: perché a prescindere dalle mancanze oggettive in termini di contenuti, specie in single player, e da un comparto tecnico solido ma non proprio indimenticabile, sarete sempre lì a farvi una partita. Accettare la filosofia di Onrush significa caderci dentro senza la possibilità di uscirne tanto presto, specialmente se fate parte di quella schiera di giocatori completisti che puntano a sbloccare più oggetti di personalizzazione possibili e arrivare al livello massimo proposto dal titolo. Lo si ama o lo si odia. Onrush ha una identità tutta sua a cui per fortuna non rinuncia neanche per un secondo.
8.3

Buono

Giovanni Ferlazzo - 8
Marco di Spezio - 8.5
Fabrizio Di Spezio - 8.5
Scrive di videogiochi da più di dieci anni. Questa volta ha deciso di farlo con qualcosa di suo, insieme ai suoi amici. Ama racing, sparatutto, avventure, sportivi e giochi di ruolo, ma apprezza anche le piccole produzioni indipendenti, specialmente quelle capaci di toccare con eleganza le corde più profonde dell'animo.