Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno – Recensione

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7.6

Discreto

In un paese lontano lontano, un giovane Re tentò di cambiare il mondo...

Parlare di Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno è un compito che sinceramente mi spiazza e mi mette in grossa difficoltà, in quanto erano tante le aspettative che nutrivo per questo secondo capitolo creato da Level-5. In particolar modo, durante le prime ore di gioco non ho potuto evitare di confrontare le sensazioni che provai all’epoca con Ni No Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea, maturando una profonda delusione a causa di molteplici aspetti di cui parlerò in seguito. Devo fare fin da subito una premessa: ho finito e sviscerato il gioco in circa 60 ore totali, cercando di applicarmi in tutte le possibili missioni facoltative e tutti i vari giochi secondari, che come vedremo avranno in molti casi un forse eccessivo ruolo fondamentale all’interno del mondo Ni No Kuni II. Se come già si è intuito il gioco non mi è particolarmente piaciuto, devo dire che alcuni aspetti, come ad esempio il combat system, la grafica scorrevole e sempre fluida, le atmosfere di alcuni luoghi, oltre ad altri piccoli particolari legati ad alcune sotto-missioni, li ho invece particolarmente apprezzati.

Ni No Kuni II

Partendo con ordine vorrei però prima di tutto concentrarmi su quella che per me deve necessariamente essere la colonna portante di un JRPG: vale a dire la storia e la narrazione che, come vedremo, risultano essere i veri grandi assenti di Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno. Se non si può sicuramente negare il fatto che Level-5 abbia tentato di creare una storia che potesse risultare avvincente per tutte le fasce di età, concentrandosi su temi più maturi come la discriminazione razziale e le relazioni internazionali a livello diplomatico, che vanno a mescolarsi in contesti più infantili, ingenui ed utopici, il risultato finale non sembra purtroppo andare in nessuna delle direzioni auspicate. La storia di Ni No Kuni II inizia con un colpo di stato a Gatmandù, che obbligherà il giovane e designato erede al trono Re Evan a fuggire insieme al misterioso Roland, personaggio proveniente da un altro mondo, che aiuterà Evan a costruire un nuovo regno. Da qui in avanti la storia prenderà una direzione del tutto lineare, abbastanza prevedibile e con pochissimi spunti motivazionali o colpi di scena, avendo degli unici segni degni di nota che verranno messi in scena solamente durante l’ultimo quarto di gioco. Non ovviamente qualcosa che vi sconvolgerà o vi lascerà con le lacrime agli occhi, anzi non verrà quasi mai stimolato il vostro coinvolgimento con gli eventi della storia o la volontà di scoprire cosa accadrà in seguito. Perlomeno, le ultime ore di gioco alzano di poco il livello delle situazioni evitando un vero e proprio tracollo narrativo.

Ni No Kuni II

Se le vicende fanno di per sé una fatica enorme ad entusiasmare, gli stessi personaggi del tutto piatti e privi di carattere non danno una mano nel tentativo di creare quel clima e quell’empatia che avrebbe potuto far sembrare il viaggio di Evan un’avventura in compagnia di veri amici. Il background di tutti i protagonisti viene solamente accennato, lasciando il solo Evan con una piccola e breve storia alle sue spalle ed una caratterizzazione quantomeno tangibile. Purtroppo però, anche questa risulterà spesso fastidiosa per il suo eccesso di ingenuità, non realmente giustificabile da un background ben strutturato. È vero che con il passare delle ore di gioco il solo Evan avrà dei cambiamenti caratteriali, che verranno più e più volte sottolineati dagli stessi compagni di viaggio, ma ciò non sembra bastare per renderlo un personaggio carismatico e di cui ci ricorderemo in futuro. Lo stesso Nume Tutelare Solario, la versione aggiornata di Lucciconio che parla in dialetto romano, nonostante abbia un’origine ed un ruolo del tutto diverso rispetto alla fata del primo Ni No Kuni, risulta essere una profonda delusione. Mantenendo per tutto il gioco il semplice ruolo di comprimario, Solario non riesce mai ad avere un vero senso né all’interno della storia né all’interno del gameplay, risultando un personaggio spesso fuori luogo, superfluo e chiaramente inserito in maniera forzata.

Ni No Kuni II

Se dunque il comparto narrativo arriva a malapena ad essere considerato sufficiente, ben più lieta è la parte relativa al settore grafico, la fluidità e gli ambienti di gioco. Il mondo e la mappa sono davvero un bello spettacolo per gli occhi, mostrando come Level-5 abbia appreso a pieno gli insegnamenti avuti durante la collaborazione con lo Studio Ghibli nel primo episodio della serie. Si nota però in maniera evidente che, a causa della mancanza dello studio cinematografico creato da Hayao Miyazaki, sia venuta meno in questo secondo titolo una grossa componente legata alle scene animate all’interno del gioco. Sono infatti molto poche le cut-scene degne di nota e nessuna di queste avrà la stessa cura ed enfasi degna dei film d’animazione dello Studio Ghibli, che in Ni No Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea erano uno dei tratti più piacevoli e di maggior spicco, tali da far sembrare il tutto come una fiaba interattiva. Abbastanza buono il comparto audio che purtroppo, oltre ad un buon rifacimento del main theme ed alcune musiche profonde ed interessanti, non riesce mai ad eccellere in maniera incisiva. Come anticipato in precedenza però, uno degli aspetti maggiormente positivi di questo gioco è la sua grande fluidità, che con la presenza di 60 fps stabili permettono al gioco di ottimizzare in maniera egregia quello che per me è stato uno dei punti di forza del gioco: il combat system. Se infatti in Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno si dovrà dire addio ai tanto amati Famigli, l’assenza non peserà affatto sulle battaglie che avranno uno stile decisamente più action ed intrigante. Potrete usare tutti e tre i personaggi del vostro gruppo, cambiandoli semplicemente premendo un tasto durante il combattimento, differenziando così la vostra esperienza di gioco. Inoltre, ogni personaggio avrà una sua arma a lungo raggio ed una a corto raggio, con abilità e magie da poter utilizzare in base alla differente impostazione del vostro equipaggiamento ed alle vostre affinità con le armi. All’interno delle battaglie sono inoltre stati inseriti i Cioffi, degli speciali spiriti che rappresentano i vari elementi presenti nel mondo, che daranno supporto in battaglia e permetteranno una maggiore personalizzazione del vostro gruppo di combattenti.

Ni No Kuni IIUn altro aspetto molto piacevole di Ni No Kuni II è legato all’esplorazione della mappa che, oltre ad essere accompagnata da una piacevole musica che richiama al main theme, vi permetterà di passare diverse ore alla ricerca di nuovi posti da scoprire spesso e volentieri in aree colme di mostri fortissimi. Nonostante ciò, il mondo di gioco l’ho trovato decisamente troppo piccolo e poco caratterizzato, andando a distruggere totalmente le distanze e la sensazione di viaggio con l’utilizzo delle Instaporte, particolari teletrasporti che sarete obbligati ad usare fino ad abusarne. Purtroppo essendo il backtracking molto presente all’interno del gioco, questi tipi di teletrasporti saranno decisamente necessari per portare a termine alcune delle missioni più importanti del gioco. Non sarà raro infatti ritrovarsi a ritornare nei posti già visitati più e più volte per completare nuove missioni, che sbloccheranno a loro volta altre quest, che sbloccheranno il potere che apre un passaggio che si trovava in un posto già visitato ma a cui non potevate accedere, per dover infine tornare nuovamente nel primo posto in cui siete stati e raccogliere un oggetto. Il tutto ripetuto innumerevoli volte se si considerano anche le tantissime missioni secondarie presenti nel gioco sparse per il mondo, che di per sé potrà sembrare un fattore positivo se non fosse che la tipologia di quest si limita sempre a dover uccidere un mostro o dover portare un certo tipo di oggetto a chi ve la offre. Gli incarichi, inoltre, avranno sempre uno scopo non molto utile, senza alcuna storia legata ad esse, se non per quanto riguarda le missioni di reclutamento che vi porteranno ad ingaggiare decine e decine di nuovi abitanti per la vostra città, ovviamente seguendo sempre la stessa tipologia di  missioni.

Ni No Kuni IIGià, la vostra città, perché in Ni No Kuni II farà da padrone un’ampia parte legata ad un gioco di tipo gestionale e di crescita della propria nazione. Se siete dunque amanti di giochi di questo tipo, ma apprezzate anche la possibilità di creare il vostro orticello come in Farmville o combattere guerre strategiche e tattiche come in Age of Empires, Ni No Kuni II vi darà tutto questo ma in maniera decisamente più basilare, guidata ed elementare. Dovrete dunque periodicamente tornare nella vostra città per raccogliere le vostre risorse, creare gli edifici, potenziarli, fare ricerche con i talenti per sbloccare nuove abilità e potenziamenti, e aumentare le casse del regno per ottenere sempre più risorse. Il problema di questa modalità, che di per sé potrebbe sembrare abbastanza accattivante, risiede nel fatto che non vi sarà data alcuna libertà nel poter decidere come organizzare ed ottimizzare il vostro regno, obbligandovi a dover necessariamente raggiungere un certo livello e reclutare almeno 25 cittadini per poter continuare con la storia principale, seguendo i rigidi dettami di gestione e crescita del regno che il gioco vi obbligherà a seguire.

Ni No Kuni IISe prendersi cura della città ed i bisogni dei vostri abitanti non sarà abbastanza, potrete anche gestire una vera e propria modalità gestionale di battaglie tra eserciti, anch’esse spesso da svolgere obbligatoriamente per proseguire con la storia principale. Sfortunatamente quella che poteva essere una bella idea, si trasforma in breve tempo in una continua sequenze di battaglie simili l’un l’altra, che non vi daranno mai una vera motivazione nel combattere. Inserire le Battaglie Campali all’interno del gioco è sicuramente un modo per diversificare il gameplay e di questo non possiamo che elogiare il tentativo di Level-5, ma ciò risulta davvero troppo poco ben strutturato e motivante per considerarlo un vero fattore positivo. Inoltre la necessità di dover obbligatoriamente cimentarsi in tutti questi contenuti legati a Battaglie Campali e gestione del regno, anche per chi non ama questo genere di giocabilità, rendono il proseguio della storia in certi momenti davvero estenuante.

 

ni no kuni 2

Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno - Recensione: il commento di Andrea Zanca
Conosciamo Level-5 per la loro abilità nel creare giochi di ruolo di spessore, capaci di rapire il giocatore in mondi fantastici. Quando annunciarono il primo Ni No Kuni, in collaborazione con i famosi artisti di Studio Ghibli, non potevamo che aspettarci le meraviglie e così è stato: un tripudio di colori, emozioni, poesia e stupore per la facilità con la quale si passava dalle meravigliose scene animate al gameplay vero e proprio, coronato da una sublime colonna sonora composta da Joe Hisaishi. Questa premessa è d’obbligo, perché, sebbene Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno sia indubbiamente un bellissimo titolo, non mi ha sorpreso allo stesso modo del precedessore. Ci sono meno dialoghi doppiati, la storia inizia molto più lentamente e fa fatica ad appassionare nelle prime battute, ma poi il gameplay rinnovato e di stampo action tiene incollato il giocatore allo schermo fino alla fine. Tecnicamente ottimo, brillante e fluido, si fa giocare che è un piacere. Ma l’assenza ufficiale di Studio Ghibli è forse ciò che fa veramente la differenza.

ni no kuni 2

Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno - Recensione: il commento di Giuseppe Carreca
Purtroppo o per fortuna la mia passione per i videogiochi e gli anime giapponesi non si è mai esaurita e potete quindi solo immaginare il mio stupore quando il progetto Ni No Kuni prese vita, gioco creato dai Level 5 in collaborazione con il famosissimo Studio Ghibli. Giunti al seguito è davvero difficile non fare paragoni con la prima opera, in quanto per i tempi fu strabiliante. Ni No Kuni 2 a mio avviso avrebbe dovuto semplicemente limare qualche imperfezione della prima avventura, legata perlopiù forse al sistema di combattimento e alla varietà dei compiti secondari, ma qualcosa è andato storto. In questo secondo capitolo si percepisce la mano più leggera dello Studio di Miyazaki e così facendo molti personaggi e anche la trama risultano poco caratterizzati e fin troppo stereotipati, senza negare però qualche colpo di scena verso la fine. A fronte di ciò il gioco rimane sempre una gioia per gli occhi e tra le novità comprende un combat system più action e una modalità gestionale risultante in realtà solo riempitiva. Sembra mancare qualcosa a Ni No Kuni 2 e parlo di quel salto di qualità in più, già notato in altri esponenti JRPG, che sfortunatamente non c’è stato.

ni no kuni 2

Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno - Recensione: Il commento di Giovanni De Bernardis
Parlare di Ni No Kuni II non è affatto semplice. Il sequel spirituale di quello che a suo tempo ha rappresentato per me una pietra miliare degli JRPG. Questo secondo capitolo, orfano dello Studio Ghibli, si presenta con fin troppe incertezze. La storia tarda fin troppo a decollare, ed i personaggi mancano di quel carisma che indubbiamente aveva il predecessore. Lo so, tirar fuori dei paragoni così diretti è probabilmente inutile, ma è difficile astenersi a farlo. Per quanto mi riguarda una nota negativa importante è rappresentata dalla mancanza di scene animate e soprattutto dalla forzata scelta in-game della creazione e gestione del regno, un mini gioco che trasforma una buona parte dell’avventura di Ni No Kuni II in una sorta di gestionale. Scelta che non ho visto di buon occhio, in quanto non l’ho reputata divertente e soprattutto coerente col resto della storia. Al contrario, penso sarebbe stata un’ottima implementazione nel caso non fosse stata obbligatoria. Messa così invece pare sia un’espediente per incrementare la durata del gioco. Ciò detto, al netto dei difetti il gioco vanta anche una serie di innegabili pregi. Il Principe Evan è un bel personaggio, ben caratterizzato e pieno di carisma, il combat system è nettamente più divertente e variegato rispetto al predecessore, e la mancanza dei famigli non si fa sentire più di tanto. Il comparto grafico è di primissimo ordine, pieno di colori, fantasia e stile da vendere. Peccato poi che la storia decolli solamente nel finale. 

Summary

Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno è un gioco che tenta di dare una sterzata rispetto al recente passato, cercando di prendere le redini del titolo nonostante la mancata presenza dello Studio Ghibli. La grafica fluida e genuina vi darà la sensazione di vivere all’interno di un mondo fiabesco, anche se il comparto narrativo scarso e la caratterizzazione dei personaggi molto superficiale non vi faranno mai sentire coinvolti dalla storia principale. Molto bello ed innovativo il fighting system, che dà l’addio ai Famigli assumendo dei toni più action, strizzando comunque l’occhio ad una gestione personalizzabile del proprio party. Missioni secondarie altamente ripetitive e piene di backtracking, condite da una modalità di gestione del regno e di Battaglie Campali strategiche molto poco accattivanti, finiscono però per rovinare il risultato finale. Il nuovo Ni No Kuni è un titolo che, se giocato senza troppe aspettative (caricate soprattutto dal ricordo del primo episodio), risulta più che piacevole, specialmente per chi non si era mai avvicinato in precedenza alla serie.
7.6

Discreto

Fabrizio Di Spezio - 7
Andrea Zanca - 8.5
Giuseppe Carreca - 8
Giovanni De Bernardis - 7