Metal Gear Survive – Recensione

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7.1

Discreto

Il survival horror di casa Konami, non adatto ai nostalgici della serie

Parlare di un gioco come Metal Gear Survive non è sicuramente un compito semplice, viste le tante implicazioni che un titolo come questo necessariamente porta con sé. Orfana di colui che fu il padre fondatore della saga Metal Gear, Konami ha decisamente voluto dare a questo nuovo episodio un taglio del tutto differente rispetto ai ben noti giochi firmati Hideo Kojima. Le premesse nono sono state del resto tra le più incoraggianti, viste le forti critiche piovute come una grandine sui vari trailer rilasciati nei mesi scorsi, in cui venne mostrato un qualcosa di totalmente inedito e decisamente inatteso da tutti i fan della saga. Lungi da me criticare o giudicare i cambiamenti all’interno di un franchise, che in determinati casi hanno spesso portato nuova linfa e nuove opportunità per aprirsi a nuovi videogiocatori, come avvenuto in tanti sequel di alcune tra le più famose saghe del panorama videoludico. Quel che ha però fatto Konami in Metal Gear Survive è decisamente un qualcosa di forte, rischioso ed aggressivo, che difficilmente può essere giudicato senza tenere a mente il passato ed il background su cui si basa.

Metal Gear Survive

Già non molto tempo fa la saga Metal Gear aveva affrontato situazioni rischiose, come avvenuto in particolar modo con Metal Gear Rising: Revengeance, che tanto aveva fatto discutere a causa della sua indole troppo action per i gusti degli affezionati. Quel che però emerse da quel titolo fu un qualcosa che personalmente trovai davvero molto avvincente e divertente, con meccaniche esaltanti ed una storia che nonostante le tante sbavature, aveva, a suo modo, una collocazione logica all’interno dell’universo creato da Kojima. La differenza con il vecchio titolo del 2013 firmato Platinum Games è decisamente evidente. Per molti degli aspetti più eclatanti che discostano ed allontanano in maniera decisamente accentuata Metal Gear Survive da tutti gli altri capitoli della saga legata a Big Boss e Solid Snake. Se infatti la storia con protagonista Raiden e le vicende di Metal Gear Rising: Revengeance sembravano avere una propria collocazione nel situarsi all’interno di quello che può essere definito un sequel non convenzionale di Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, lo stesso non è possibile dirlo per Metal Gear Survive.

Metal Gear Survive

Il tentativo di Konami per questo nuovo titolo è stato quello di andare ad inserirsi nel periodo di nove anni che intercorre tra Metal Gear Solid Ground Zeroes e The Phantom Pain, giustificando la distruzione del mondo da parte di orde di zombie vaganti con l’inserimento di concetti come mondi paralleli e Wormhole, di cui uno apparso esattamente durante l’attacco alla Mother Base avvenuto in Ground Zeroes. Mettendo da parte le aspettative pessimistiche dei fan della serie, devo dire che questo gioco ha parecchi aspetti positivi ed avvincenti che mi hanno piacevolmente sorpreso, ma da un punto di vista strettamente narrativo Metal Gear Survive risente in maniera evidente della mancanza di grandi narratori del calibro di Kojima e dei suoi collaboratori. A fronte di una prima ora di gioco che inizialmente sembra possa promettere una storia quantomeno soddisfacente, con svariate cutscene a cui parteciperanno in minima parte anche degli importanti volti noti, il resto del gioco latiterà in maniera evidente di narrazione e storia, concentrando il tutto sulla sopravvivenza ed il gameplay. Anche gli stessi video in cutscene risulteranno in breve tempo molto lenti e poco accattivanti, rendendo i dialoghi tramite Codec o sequenze video mono-immagine dei veri e propri macigni da digerire. I personaggi sono privi di carisma e stereotipati, per quel poco che ci sarà possibile conoscere di loro, mettendo in evidenza la pochissima cura che Konami ha voluto mettere nel prendersi cura di tutto quel che è inerente la caratterizzazione dei protatonisti e la creazione di un apparato narrativo valido. Quel che quindi risulta evidente è che la scelta di allontanare Kojima ha dato i suoi frutti negativi in particolar modo per questa particolare caratteristica legata alla trama, che sicuramente non può soddisfare né i fan accaniti della saga né i neofiti.

Metal Gear Survive

Trattandosi però di un survival game, cercando di fare un’analisi che discosti l’attenzione dal fatto che al momento di avviare il gioco venga evidenziato il logo inconfondibile di Metal Gear, il gioco risulta abbastanza piacevole e divertente. Da un punto di vista prettamente ludico, infatti, Metal Gear Survive non ha nulla da invidiare a tutti i più noti survival game o strategici in cui va difesa la propria base dagli attacchi nemici. Trovandoci in un contesto pieno di orde aggressive di zombie infetti, dovremo cercare di sopravvivere e resistere ad attacchi di decine e decine di vaganti, che potranno essere fermati e rallentati con trappole, barricate e fortificazioni, sfruttando inoltre un’IA dei nemici davvero ai minimi termini. Un altro modo di approcciare il gioco può farci vivere lunghe sessioni stealth, che però saranno utilizzabili solamente con il proseguimento della storia principale, a seguito dell’acquisizione di particolari abilità. Quel che infatti risulta molto punitivo per questo gioco è la grande difficoltà nel poter sfruttare a pieno tutte le abilità del proprio personaggio, che nelle prime ore di gioco avrà delle capacità limitatissime e poco efficaci, che saranno però rese disponibili solamente con il passare delle ore in game ed andando avanti con le missioni. È questo un fattore determinante nella giocabilità di Metal Gear Survive, che potrebbe stancare fin dai primi istanti i videogiocatori meno pazienti e poco affini a questo genere di pura sopravvivenza.

Metal Gear Survive

Trattandosi di un Survival Game, la fase di sopravvivenza non si limiterà unicamente a fattori legati a combattimenti e difesa da orde di nemici, ma si baserà anche e soprattutto su di una massiccia componente manageriale della propria base e delle proprie risorse necessarie per poter andare avanti col gioco. Per restare in vita sarà infatti necessario nutrirsi e dissetarsi in maniera costante, ma gli indicatori di fame e sete che ci manterranno in vita tendono a scendere davvero troppo velocemente, obbligando i videogiocatori a preoccuparsi in maniera perpetua delle proprie risorse e di quale tipo di cibo assumerà il nostro personaggio, cercando di evitare alimenti o acque infette. La stessa stamina, davvero non sufficiente e decisamente punitiva, non vi permetterà di correre ed esplorare liberamente l’intera area di gioco, a causa dei continui affaticamenti e la perenne necessità di cibo e acqua, che non vi consentiranno un’esplorazione completa. Se questo può sembrare un fattore positivo e che alimenta la sensazione di sopravvivenza, nelle prime ore di gioco questo si rivela essere eccessivamente frustrante e stancante, rischiando di farvi allontanare dal titolo in breve tempo. Ciononostante, per i giocatori più sadici ed affezionati al genere, questa modalità di sopravvivenza e la necessità di dover costruire tutte le proprie risorse e raccogliere tutto quel che è necessario per potenziare e fortificare la propria base, potrebbe risultare un’esperienza avvincente e piacevole.

Metal Gear Survive

Questa evidente e palese difficoltà andrà però diminuendo in maniera netta e decisa con il passare delle ore, grazie all’utilizzo di nuovi macchinari ed abilità, che semplificheranno non di poco la possibilità di raccogliere materiali, creare risorse e munizioni. È così che il gioco vero e proprio, in cui sarà possibile sfruttare al massimo tutte le possibilità che il gioco offre, si aprirà nel vero senso della parola solo dopo aver quasi portato a termine la storia principale. Da lì in avanti potrete divertirvi a sfruttare tutto il vostro potenziale bellico, con nuovi tipi di trappole, armi e difese, non preoccupandovi più in maniera eccessiva delle carenze di cibo ed acqua, che a quel punto potrete produrre in abbondanza. Quest’impennata nell’accesso a risorse e nella semplicità di crafting potrebbe però far storcere il naso a chi ha apprezzato la prima parte decisamente più complessa e competitiva. Non mancano le microtransazioni, che sono state oggetto di furenti polemiche da parte degli appassionati: soprattutto perché Konami ha voluto inserire la possibilità di acquistare un nuovo slot di salvataggio, per poter creare così una nuova build per un personaggio nuovo di zecca, alla spropositata ed ingiustificata cifra di 10€, lasciando intravedere uno scarso interesse nell’andare incontro ai bisogni dei propri videogiocatori.

SURVIVE

Metal Gear Survive - Recensione: il commento di Giuseppe Carreca
Questo Metal Gear Survive potrà essere anni luce distante dal fascino intrigante, arguto ed eccentrico che il buon Kojima ha dato egregiamente alla sua creatura, tuttavia ciò che potrebbe stroncarlo è solo il peso del nome che porta ed è palese che questo sia il suo più grande limite. O forse non solo quello. Così com’è il gioco si presenta come un discreto titolo di sopravvivenza (avente una storia che prende una piega più apocalittica e forse più scontata degli eventi narrati nei più recenti episodi della serie) con un gameplay che mischia i canoni tipici del genere tra fasi di gestione delle risorse, tower defense, sviluppo della propria base oltre che del proprio avatar. Purtroppo le attività, sia da soli che in coop, si ripeteranno molto spesso anche se non risulteranno mai banali. Detto ciò il progetto Metal Gear Survive risulta essere interessante anche se non esente da migliorie.

SURVIVE

Metal Gear Survive - Recensione: il commento di Andrea Zanca
Il difficile nel commentare Survive è che, per forza di cose, gli appassionati di videogiochi in generale non hanno gradito il comportamento adottato da Konami negli ultimi tempi. Senza la guida di Hideo Kojima qualcosa in Metal Gear è indubbiamente cambiato e lo si era visto già in The Phantom Pain, con la nascita di un prodotto incompleto dopo l’allontanamento del game designer. Ciononostante, non si può criticare un prodotto realizzato da un team in gamba che con questioni aziendali e burocratiche non ha nulla a che vedere. Metal Gear Survive non è un capolavoro al livello degli altri capitoli della saga, ma nasconde meccaniche molto interessanti arrivando persino a piacere dedicandogli il tempo necessario.

SURVIVE

Metal Gear Survive - Recensione: Il commento di Giovanni de Bernardis
Forse il vero “problema” del gioco risiede proprio nel nome che lo accompagna. Da appassionato della saga ammetto di essermi sentito immediatamente tradito dalla software house giapponese, e credetemi se vi dico che una parte di me avrebbe voluto auto-convincersi di dover parlar male del gioco. Ma, siamo onesti, Metal Gear Survive è un titolo valido, con meccaniche interessanti e una storia che a suo modo sa essere interessanti. Nelle fasi iniziali il gioco sarà veramente punitivo, costringendovi fin troppo spesso nella ricerca di risorse ma, una volta appresi i meccanismi e sbloccate alcune feature, Survive sarà in grado di sorprendervi.

Summary

Metal Gear Survive è un gioco che mostra il coraggio e la prepotenza di Konami, nell'evidente volontà di uscire fuori dagli schemi della classica saga Metal Gear ed allontanarsi dai dogmi dettati da Kojima con i titoli precedenti. Nonostante i forti difetti del comparto narrativo e dell'IA dei nemici, Metal Gear Survive può ritenersi un titolo divertente ed avvincente, che nelle prime ore di gioco potrebbe però rivelarsi troppo punitivo e frustrante per i videogiocatori meno pazienti. Un gioco che sicuramente consiglio a tutti gli amanti del genere Survival, che amano dover affrontare anche massicce sessioni gestionali delle proprie risorse e delle fortificazioni della base. Non adatto ai nostalgici, o a tutti coloro i quali credono e sperano di poter trovare qualcosa relativo alla saga Metal Gear all'interno di questo spin-off. Se infatti i primi minuti strizzano l'occhio ai fan della serie, poco dopo ci si allontanerà in maniera netta dalla saga principale, non aggiungendo nulla né in quanto a trama né per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Da appassionato della serie ed in maniera del tutto personale e soggettiva, non posso che rimanere in parte deluso dallo sforzo fatto da Konami per questo titolo. A mio parere la maniera migliore e più coerente verso i propri fan per produrre qualcosa di nuovo legata alla saga avrebbe dovuto indirizzarsi nella direzione di nuovi DLC per Phantom Pain, l'ultimo vero capitolo della serie che per la stragrande maggioranza dei fan aspetta ancora di essere completato.
7.1

Discreto

Fabrizio Di Spezio - 7.5
Giuseppe Carreca - 7
Andrea Zanca - 7
Giovanni De Bernardis - 7