LEGO Gli Incredibili – Recensione del nuovo titolo su licenza fatto di mattoncini

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Una "normale" famiglia di supereroi torna in azione!

Ormai ho veramente perso il conto. Mi ritengo un cultore dei videogiochi in salsa LEGO prodotti da TT Games, ma il numero sproporzionato di opere riviste in chiave videoludica condite di salsa ai mattoncini è diventato talmente elevato che è facile essersi persi qualcosa. Batman, Star Wars, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli, Avengers di Marvel e altre importanti saghe non sono sfuggite alla divertente ritrasformazione di Traveller’s Tales, che adesso si dedica a Gli Incredibili, film d’animazione firmato Pixar che torna quest’anno con un seguito atteso per diversi anni dagli appassionati.

LEGO Gli IncredibiliEd è proprio dall’inizio de “Gli Incredibili 2” che parte la campagna di gioco, rivelandosi così un enorme spoiler se si considera che l’arrivo della pellicola in Italia è previsto solo per la metà di settembre. Comunque, chi ha visto il primo capitolo si ritroverà immediatamente catapultato nel finale del film che a sua volta apre direttamente le porte agli eventi narrati nel seguito, con il Minatore a rappresentare la nuova minaccia per la super-famiglia Parr. Non mi soffermerò molto sulla trama anche perché c’è veramente poco da raccontare: parlare degli eventi sarebbe comunque uno spoiler nel confronto del film e in ogni caso il gioco va veramente di fretta, tanto che l’avventura principale può essere completata in appena 5 ore.

Può sembrare un’esagerazione, ma è una stima perfettamente realistica se si considerano i giocatori che hanno un minimo di dimestichezza con i titoli su licenza LEGO. Perché, di fatto, se vi aspettavate delle grosse novità resterete delusi. LEGO Gli Incredibili non fa altro che riproporre la solita struttura di gioco, limitando le novità a quelle che sono le caratteristiche principali dei protagonisti: in questo caso, i super-poteri dei componenti della famiglia Perr.

LEGO Gli IncredibiliQuindi, la struttura di gioco presenta una città che funge da hub centrale in cui potrete spostarvi liberamente quasi in stile GTA. Da qui avrete la possibilità di raccogliere missioni principali e incarichi secondari, che si limitano in fondo sempre alle solite attività finendo per stancare presto: chiave di volta è rappresentata, come qualunque altro titolo del franchise, dagli oggetti collezionabili. I giocatori completisti troveranno quindi ancora una volta pane per i loro denti, specialmente coloro interessati a sbloccare gli oltre 200 personaggi disponibili, provenienti anche da altri prodotti su licenza su cui TT Games ha costruito la sua versione in formato LEGO.

Tuttavia, questo non basta a liberare il gioco dall’impasse scaturito da una ripetitività di fondo che è sempre stata un problema storico per questo genere di prodotti. In questo caso, però, è andata addirittura peggio. Nonostante Gli Incredibili non sia proprio il classico film d’animazione per bambini, lo sviluppatore deve aver pensato di studiare una filosofia di gioco adatta a un pubblico parecchio giovane. E si vede. Rispetto agli altri episodi della serie LEGO, qui si ha l’impressione di essere guidati più del solito: i combattimenti non sono molto impegnativi, i puzzle si risolvono in maniera fin troppo scontata (e sempre con l’aiutino) e già nel breve medio termine si avverte che manca qualcosa che dia una vera profondità a quella che è l’esperienza di gioco.

Siamo ben lontani infatti dai fasti raggiunti ad esempio dalla saga completa di Guerre Stellari o dall’ottima trasposizione di film del calibro de Il Signore degli Anelli e Harry Potter. Vero è che in questo caso il materiale a disposizione dello studio fosse soltanto quello di due film, ma non è stato fatto granché per ovviare a questa mancanza almeno dal punto di vista ludico.

La questione è dunque semplice: LEGO Gli Incredibili sembra essere un prodotto realizzato un po’ troppo frettolosamente soltanto con lo scopo di cavalcare l’onda generata dall’arrivo dell’attesissimo seguito nei cinema. Non ci sono caratteristiche in grado di spiccare, né qualcosa che riesca a tracciare un solco netto con gli altri titoli su licenza. Anzi, abbiamo un gioco che a volte si prende fin troppe libertà rispetto gli eventi originali pur di allungare un po’ il brodo, senza tuttavia mostrare grandi esempi di level design. Del resto, neanche il comparto tecnico riesce a far urlare al miracolo: il solito engine, ormai stanco, mostra tutti i limiti d’età del caso. E lo sviluppatore non ha fatto granché per nascondere o mitigare certi difetti: anzi, sembra che abbia semplicemente accettato la cosa senza preoccuparsi più di tanto di offrire un aspetto visivo decisamente migliore.

LEGO Gli Incredibili - Recensione: il commento di Marco Di Spezio
Ho iniziato a giocare Lego: Gli Incredibili nella speranza di trovarmi davanti ad uno di quei capitoli della serie in grado di divertirmi dall’inizio alla fine, sia da un punto di vista di puro gameplay, sia per le trovate divertenti e a volte bizzarre a cui il team di TT Games mi aveva un po’ abituato. Il risultato ha ampiamente deluso tutte queste mie aspettative: a livello di gameplay, nonostante le diverse abilità esclusive dei cinque protagonisti, il gioco è piatto e ben poco divertente, mentre le trovate in stile Lego non aggiungono granché al valore oggettivo del titolo. Oltre a questo, viene spoilerata una buona parte di quello che sarà il film in uscita dopo l’estate, che per me è una cosa davvero pessima. Graficamente il gioco è godibile e i contenuti sono relativamente abbondanti, anche se a livello di qualità non sono niente di eccezionale. TT Games ha fatto il suo compitino senza tentare di alzare l’asticella e per questo, anche se a malincuore, non si può andare molto al di là della sufficienza.

Summary

A conti fatti, LEGO Gli Incredibili arriva sul mercato presentandosi non solo come il “solito” prodotto della serie LEGO, ma anche come il “solito” gioco su licenza senza infamia e senza lode. Siamo di fronte ad un titolo che non fa nulla per eccedere, si limita a svolgere il compitino per accontentare gli appassionati del film e si presta principalmente ad un pubblico molto giovane, che non farà caso all’ormai ridondante struttura LEGO, all’assenza di vere novità e alla sensazione di avere tra le mani una produzione che si è limitata al minimo essenziale, vivendo inoltre dell’eredità degli altri giochi del franchise. Pigro, ma in grado di regalare piccolissime soddisfazioni ai fan degli Incredibili. Perché, se esiste un vero comune dominatore tra i vari titoli LEGO è che tutti sono in grado di divertire adulti e giovanissimi. Ma forse con gli adulti siamo vicini al punto di non ritorno.
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Giovanni Ferlazzo - 6
Marco di Spezio - 6
Scrive di videogiochi da più di dieci anni. Questa volta ha deciso di farlo con qualcosa di suo, insieme ai suoi amici. Ama racing, sparatutto, avventure, sportivi e giochi di ruolo, ma apprezza anche le piccole produzioni indipendenti, specialmente quelle capaci di toccare con eleganza le corde più profonde dell'animo.