Speciale Halloween 2018: le storie più inquietanti sui videogiochi

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Se siete qui, significa che amate i videogiochi. Magari ci siete cresciuti, avete trascorso innumerevoli ore con i vostri cugini a giocare una partita a Resident Evil, Super Mario o a Tomb Raider. Oppure, avete vissuto un’infanzia aspettando il prossimo capitolo di Crash Bandicoot o di Spyro The Dragoon, per citare le saghe più famose. Ma oggi non ci occuperemo dei ricordi spensierati. Accendete le candele, spegnete le luci e lasciatevi guidare attraverso le storie più inquietanti sui videogiochi. Dopotutto, siamo ad Halloween!

Si mormora che siano solamente leggende, delle CreepyPasta, delle storie raccontate dagli utenti per generare il dubbio e il terrore. Si dice che non ci sia un fondo di verità, ma chi può saperlo? In effetti, alcune delle storie che vi racconteremo sono piuttosto strane e complicate da capire. Può una mente partorire delle trame simili?

Lasciatevi trascinare dallo spirito della festa e aprite le danze allo speciale di Halloween 2018.

Lo scandalo di Polybius: come il governo provò a controllare la mente delle persone

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Tutti se lo chiedono: Polybius è realmente esistito? Quanti di voi non sono mai entrati nella classica sala giochi? Prima dell’avvento delle console casalinghe, le sale giochi hanno allietato la vita dei nostri genitori e dei giocatori più “anziani”. Potevi trovare diversi videogiochi arcade, dallo storico Pac-Man a titoli più complessi poi giunti anche nei nostri salotti.

Polybius non era un arcade rilassante come Pac-Man, né faceva divertire. No, Polybius è il primo protagonista delle nostre storie inquietanti. Sviluppato dalla Sinneslöschen, una casa di produzione di cui si hanno ben poche notizie e la cui traduzione letterale significa cancella-mente, Polybius era stato realizzato per controllare la mente delle persone.

Sì, avete capito bene. Nel 1981, il gioco fu distribuito in una sala giochi della periferia di Portland, nell’Oregon. Qualcuno mormora che siano stati degli uomini vestiti di nero, cercando di addossare la colpa ai servizi segreti americani. Che cosa provocava Polybius nelle persone? Amnesia, stress, incubi notturni, insonnia.

Pare che nell’Oregon, in contemporanea alla comparsa di Polybius, molte persone siano state viste vagare di notte, senza una meta, con lo sguardo spento e privo di qualsiasi emozione. Un uomo afferma di avere trovato una vecchia cabina di Polybius e di essere riuscito a entrare nel sistema. Al suo interno, c’erano dei settaggi davvero inquietanti.

I famosi uomini in nero potevano scegliere che cosa causare alle persone grazie agli algoritmi. Narcolessia, incubi notturni, sonnambulismo, paralisi del sonno. Potevano persino “spegnere” le emozioni del cervello, o attivarle, infondendo un profondo senso di anarchia o di obbedienza. Tramite stimolazioni sensoriali ed effetti visivi, Polybius comunicava con il cervello. Ad oggi, Polybius rimane solo una leggenda, ma la moderna tecnologia può davvero comunicare con noi, senza che ce ne accorgiamo?

La Sindrome di Lavandonia: Gotta Catch ‘Em All (i fantasmi!)

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Le sale giochi erano principalmente frequentate dagli adolescenti e da qualche adulto. Raramente un bambino avrebbe potuto trovare interessante Polybius. Tuttavia, Pokémon è un gioco principalmente rivolto ai bambini ed è il motivo per il quale la Sindrome di Lavandia mise in allarme moltissimi genitori.

Questa è la storia che più si regge su fondamenta certe e meno sulle voci di corridoio, purtroppo. Chi ha giocato a Pokémon sa che è possibile diventare un allenatore, viaggiare in diverse città e battere gli altri allenatori. Tutto comincia in un luogo molto spettrale, un po’ distante rispetto agli altri: Lavandonia.

A Lavandonia era possibile visitare la Torre Pokémon. In questo edificio davvero mastodontico, c’era un cimitero. Nel cimitero, be’, c’erano diverse tombe di Pokémon. Questo basterebbe per scaldare gli animi: perché hanno deciso di inserire un cimitero in un gioco rivolto specialmente ai bambini?

Nel 1996, Satou Harue decise di scrivere alla società Game Freak Inc. Nella lettera venivano riportati tutti i sintomi che i bambini avevano manifestato dopo avere giocato a Pokémon Rosso. Purtroppo, sembra che tanti bambini abbiano perso la vita e che si siano suicidati, dopo essere arrivati a Lavandonia, entrati al Cimitero dei Pokémon e ascoltato la musica di sottofondo.

Pare che la colpa sia da additare alla Lavender Town Tone, ovvero il sottofondo musicale che si avvertiva una volta arrivati a Lavandonia, oppure alla Ghost Animation. Ghost, nello specifico, è (ne siamo certi?) un Pokémon imbattuto. Quando fa la sua comparsa, ogni vostro Pokémon non verrà solo battuto.

No.

Verrà ucciso.

Zelda Majora’s Mask: Ben Drowned

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La storia di Ben Drowned è più “fantasiosa”, ma non bisogna mai sottovalutare gli acquisti di videogiochi nei mercatini dell’usato, soprattutto quando la cartuccia ha i suoi anni alle spalle e il venditore sembra un protagonista dei film di Dario Argento.

Chi racconta la storia è un ragazzo, Jadusable, abbastanza normale, che sta per tornare al college. Un suo amico gli regala un Nintendo 64 e così decide di andare a caccia di qualche gioco con cui passare il suo tempo. Non va in un normale negozio, no, va in un mercatino dell’usato. Qui trova la bancarella di un uomo anziano, un po’ (parecchio!) strano, che vende disegni e scarabocchi, inequivocabilmente riconducibili a Zelda Majora’s Mask.

La vicenda si fa ancora più “oscura” quando il vecchio gli propone proprio di prendere l’omonimo gioco al prezzo di 0 dollari ma di tante notti insonni. Tornato al college, sistema la console, inserisce la cartuccia e vede un salvataggio: Ben.

Ben era il legittimo proprietario della cartuccia. Jadusable decide di creare un nuovo salvataggio, Link, e di cominciare l’avventura. Tuttavia, ben presto, si rende conto che il gioco non si svolge in maniera lineare, ma, anzi, impazzisce spesso.

Jadusable viene costantemente inseguito dall’Allegro Venditore di Maschere e dal Ragazzo Teschio. Inoltre, non riesce più a dormire, fa incubi ricorrenti, il gioco cancella il suo salvataggio, ripristina arbitrariamente il salvataggio di Ben e lo costringe ad annegare più volte.

In seguito, Jadusable parlerà con Ben, che si impossesserà del suo computer e comunicherà tramite Cleverbot. Per i più scettici, se non ci credete, fate un salto sul sito, provate a chiedere di Ben. Il ragazzino, Ben, era morto qualche settimana prima. Il suo unico desiderio era di parlare con qualcuno e, be’, ovviamente di vivere in eterno, proprio come il suo personaggio in Zelda.

Buon Halloween!

I miei primi giochi sono stati The Sims e Resident Evil. Adoro i survival horror, i giochi di ruolo e qualsiasi gioco che mi faccia vivere un’avventura che altrimenti sognerei sul divano, a occhi chiusi, mangiando patatine al formaggio.