Dark Souls Remastered – La recensione dell’atteso ritorno a Lordran

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8.1

Buono

Il ritorno a Lordran su console di nuova generazione dona nuova linfa al titolo che è stato capace di creare un mito.

Attraversiamo un corridoio buio, mentre le rare fessure tra le antiche mura di quello che sembra un manicomio abbandonato lasciano passare un barlume di speranza. L’aria è pesante, l’odore di morte è insopportabile, ma passo dopo passo continuiamo a vagare, senza la minima idea di cosa ci facciamo qui né di quale sia la nostra destinazione. Avremmo dovuto essere già morti, eppure qualcosa sembra averci dato una seconda possibilità.

dark souls remasteredParlare di Dark Souls mi emoziona sempre e la ragione è presto detta: il primo titolo della ormai famosa trilogia From Software è proprio quello che è riuscito a creare un genere a sé, partendo da solide basi ruolistiche, ma deviandone il fulcro verso un’esperienza unica, appunto. Difficile spiegare l’insieme di sensazioni quando, morte dopo morte, iniziai a capire di che pasta era fatto questo successore spirituale di Demon’s Souls, titolo che ha posto le basi di una nuova direzione per i futuri (all’epoca) Action-RPG. Ci sono volte in cui amiamo essere investiti da emozioni cinematografiche che alcune esperienze videoludiche sono capaci di regalare, altre volte in cui preferiamo giocare a qualcosa che ci rilassi e basta. Dark Souls non è nulla di tutto questo, perché ti abbandona da solo in un mondo pieno stracolmo di avversità, e lo fa in maniera silenziosa. I dialoghi sono ai minimi termini, le informazioni su come procedere sono da ricercare in quei pochi personaggi non giocanti che si incontrano nell’avventura, che spesso non ci dicono abbastanza. È un viaggio con noi stessi, alla ricerca della pazienza per studiare ogni dinamica e resistere dopo svariati fallimenti, un lungo percorso di crescita personale che può essere facilmente paragonato alla vita stessa. Queste sono le personalissime sensazioni che la saga di Dark Souls è riuscita a regalarmi, facendomi innamorare perdutamente di tutto quello che è “Soulslike”, ovvero un insieme di caratteristiche che rendono un Action-RPG simile ai Souls: alcuni esempi lampanti sono Salt and Sanctuary,  Hyper Light Drifter e molti altri titoli che han reso loro quelle meccaniche punitive, ma tremendamente appaganti. Eppure, gli anni passano e continuo a vedere Dark Souls come il miglior esponente del genere, riuscendo a rimanere parecchie spanne sopra anche ai suoi seguiti diretti.

dark souls remasteredQuesta premessa è d’obbligo perché, visto e considerato come il famoso titolo di From sia riuscito nel creare un culto, una folta schiera di seguaci pronti a elogiare quanto a demolire le nuove potenziali iterazioni della saga, qualsiasi operazione di ritocco del prodotto originale comporta parecchi rischi. La presente recensione infatti non vuole essere una verità assoluta, bensì una verità che sta nel mezzo. Mettendo da parte emozioni personali e un amore per la saga incondizionato, ho provato ad analizzare con cura Dark Souls Remastered, cercando di mantenere un punto di vista universale piuttosto che soggettivo. Per chi stesse leggendo queste righe senza aver vissuto l’esperienza originale, tengo a sottolineare che la magia di Dark Souls risiede anche e soprattutto nel piacere della scoperta, nell’incognita di cosa potrebbe aspettarci di più tremendo di quel che abbiamo già affrontato e nel sorprendersi quando, collegando i punti di uno schema mentale sicuramente confuso, intravediamo un disegno generale dell’intera opera di Miyazaki. Pertanto, mi limiterò ad accennare l’incipit della trama e starà a voi dipanare la matassa di quel che sembra un classico racconto fantasy, ma che racchiude parecchie zone d’ombra e misteri, più che da capire, da interpretare.

dark souls remasteredTutto iniziò nell’era degli antichi, quando la nascita di una fiamma nelle profondità cambiò il destino di quella che era la terra, un reame avvolto nella nebbia, abitato da draghi immortali e immensi alberi millenari. Con l’avvento si creò la disparità tra luce e tenebra, caldo e freddo, vita e morte. Insieme alla nascita della fiamma, furono ritrovate le quattro anime dei Lord, tanto potenti da rendere Dio chi ne sarebbe entrato in possesso. Le prime tre furono trovate da Nito, dalla strega di Izalith e dal potente Gwyn, mentre la quarta venne ritrovata da un essere chiamato Nano Furtivo, spesso dimenticato da tutti. Essa era proprio l’Anima Oscura e il Nano la divise in tante parti, creando quella che noi conosciamo come umanità: nacque una nuova stirpe, l’era degli uomini. I nuovi Lord, una volta assunto quel potere incommensurabile, dichiararono guerra ai draghi per prendere possesso della terra e, dopo una serie di avvenimenti, ebbero successo, dando così nascita all’Era del Fuoco, un periodo di prosperità che permise all’uomo di svilupparsi e creare nuove civiltà. Ma la fiamma era destinata a spegnersi, quindi il Dio del Sole si sacrificò per vincolarla. Nonostante il disperato tentativo di mantenere accesa la fiamma primordiale, essa continuava a spegnersi e, per prolungarne l’esistenza, si venne a creare il segno oscuro. Questo marchio malediceva l’uomo, facendolo tornare in vita dopo ogni morte, perdendo pian piano il senno. E proprio qui inizia la nostra avventura: dopo aver creato il nostro eroe, ci ritroveremo catapultati in un manicomio abbandonato, luogo dove rinchiudevano tutte le persone affette dalla maledizione. Starà a voi capire come non perdere la testa, morte dopo morte, dunque lascio volutamente il resto alla vostra curiosità.

dark souls remasteredPassiamo al fulcro della discussione, ovvero l’opera di remastering del titolo From Software. Il team QLOC si è occupato del restauro e ora che il gioco è finalmente nelle nostre domani, è quasi spontaneo chiedersi se Dark Souls Remastered sia riuscito a sopravvivere al passare del tempo e quanto sia rimasto invariato e fedele all’opera originale. Partiamo dal presupposto che nel 2011 il titolo originale era disponibile su PS3, Xbox 360 e PC, tutte versioni che soffrivano di una tremenda ottimizzazione, specialmente in alcune aree di gioco in cui si raggiungevano picchi di 10-12 frame al secondo; per non parlare degli svariati bug e il netcode tutt’altro che stabile, cosa che rendeva il gioco online parecchio frustrante. Ricordiamo benissimo quanto fosse difficile trovarsi con gli amici per proseguire l’avventura insieme o ancor peggio gli scontri PvP che tutto erano fuorché sincronizzati a dovere. Qualche tempo dopo, su PC uscì il famoso DSfix, un programma che sbloccava il framerate e la risoluzione della versione Steam: da allora, la migliore soluzione per godersi l’esperienza era evitare la versione console e procurarsi una copia PC; nonostante le migliorie e i vari fix degli utenti, comunque, rimaneva un prodotto mal ottimizzato e con parecchi bug. Quello che Dark Souls Remastered fa, fondamentalmente, è rendere l’opera originale come sarebbe sempre dovuta essere, aggiungendo qualche feature interessante, ma non fondamentale, mantenendo quindi l’esperienza praticamente inalterata.

dark souls remasteredDa un punto di vista grafico, il gioco gira a 60 fps stabili, pertanto dimenticatevi l’inferno che avete patito nella Città Infame o mentre affrontavate il Drago Famelico: ora anche nelle situazioni più concitate il motore grafico non perde un colpo, garantendo un’esperienza sublime se messa a confronto con le precedenti versioni. Gli effetti di magie, particellari, fiamme, ombre e riflessi sono stati rifatti da zero e parecchie texture sono state rese in alta definizione. Parecchie, ma non tutte: uno dei difetti maggiori della produzione, infatti, è proprio il divario tra alcune texture rifinitissime e altre palesemente lasciate inalterate. Il che è un peccato, perché sembra più che altro pigrizia nel lavoro di restauro, piuttosto che una scelta ben precisa. Globalmente comunque il gioco fa la sua bella figura, anche perchè la visione originale di Miyazaki era già di altissimo livello, con un level design senza pari, un mondo interconnesso e coerente, e tantissima varietà tra le diverse zone di Lordran. Che sia il vento tra le foglie ora animate, la nebbia più densa e nitida o le fiamme rese magnificamente, questa versione riesce a rendere giustizia al meraviglioso mondo disegnato da From Software. Passando alle nuove feature proposte, una che spicca tra tutte è la possibilità di ridimensionare l’HUD dal menu delle impostazioni, per lasciare più campo visivo al gioco. Le icone non sono state ridisegnate, ma grazie a un sapiente upscaling in alta definizione, sono ancora bellissime da vedere. Inoltre, nella remastered è possibile utilizzare, consegnare, lasciare via gli oggetti selezionando la quantità, facilitando di molto le frequenti operazioni. Ultima nota è l’aggiunta del motion blur, che secondo me resta una questione soggettiva: da una parte, l’intera operazione di remaster punta alla fluidità del gioco, dall’altra cerca di migliorare la resa globale con nuovi effetti e particellari, ma alcuni potrebbero trovare eccessivo il blur a ogni movimento della telecamera. Personalmente l’ho gradito, perché i frame rimangono comunque ancorati ai 60 e nell’insieme è un effetto grafico piacevole.

dark souls remasteredPassando al comparto online, è qui che probabilmente Dark Souls Remastered brilla, in quanto è stato completamente ridisegnato e adeguato al passo coi tempi, prendendo direttamente da quello visto in Dark Souls 3: è possibile impostare le password per ritrovarsi immediatamente, si può giocare fino a 6 contemporaneamente, tra alleati e invasori, e finalmente il gioco ha i suoi server dedicati. Grazie al Network Test al quale abbiamo preso parte, nonostante le migliaia di utenti connessi, abbiamo constatato come il gioco online adesso sia molto più piacevole. C’è da dire che l’opera originale ha sempre avuto alcuni difetti sfruttabili per svantaggiare gli avversari in PvP: il famoso “lagstab”, ovvero l’estrema facilità con cui si possono infliggere attacchi critici alle spalle, è ancora in parte presente, ma grazie alle connessioni più performanti e ai server dedicati, il fenomeno è sicuramente ridotto. Le arene ospiteranno finalmente duelli 3vs3 e una modalità deathmatch fino a 6 giocatori. Rendere il comparto online finalmente funzionante donerà nuova linfa al mondo di Dark Souls e questa penso sia una delle novità più importanti, grazie alla quale anche e soprattutto gli appassionati potranno finalmente vivere l’esperienza come sarebbe dovuta essere fin dal principio.

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Dark Souls Remastered - Recensione: Il commento di Giovanni de Bernardis
Partiamo dal presupposto che personalmente la serie Dark Souls occupa un posto speciale nel mio cuore. Ragion per cui, quando ho fatto partire il titolo e mi sono imbattuto nelle prime fasi di gioco, è riaffiorato il ricordo della prima run, cosa che mi ha fatto venire la pelle d’oca. Vorrei scrivervi tanto sul gioco, ma in questa sede preferirei concentrarmi sulla remastered e la sensazione è che il progetto sia stato affidato a un team che poteva oggettivamente fare qualcosa di più. Apprezzabili i 60fps stabili, la pulizia delle texture e gli effetti completamente rinnovati delle magie. Sia chiaro, giocato adesso e in questo modo Dark Souls è una manna dal cielo: giocare la città infame senza il minimo lag rende giustizia allo scempio tecnico della scorsa generazione. Ma si poteva fare oggettivamente qualcosa di più, dato che il titolo in sé resta un capolavoro senza tempo. Per questo, consiglio assolutamente l’acquisto a tutti coloro che a suo tempo non lo hanno potuto giocare, e ovviamente anche a chi conosce ogni angolo nascosto di Lordran.

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Dark Souls Remastered - Recensione: il commento di Fabrizio di Spezio
Tornare a giocare il primo capitolo di Dark Souls è stata per me un’emozione indescrivibile. Ho iniziato la serie Souls fin dal primo capitolo Demon, ma per un immotivato scarso interesse non ho mai approfondito quello che forse è uno dei capitoli più belli e completi. Dark Souls ci lancia a Lordran all’interno di una storia che, dopo aver completato e sviscerato il secondo e soprattutto il terzo Dark Souls, adesso ha un sapore davvero molto più ricco e speciale. I miglioramenti grafici e di tenuta salda dei frame-rate sono una vera manna dal cielo, che mi ha permesso di godere il gioco come se fosse un qualcosa di veramente nuovo, mettendoci le mani per la prima volta. Forse per i giocatori più navigati e che hanno giocato in maniera massiccia la versione per console di vecchia generazione le sensazioni saranno minori, legate alla vasta conoscenza del titolo e l’inevitabile attenzione per ogni minimo dettaglio. Da parte dei veterani si potrebbe quindi vedere negativamente il lavoro fatto dallo studio QLOC per la rimasterizzazione di questo Dark Souls, in quanto i miglioramenti sembrano limitarsi al compitino. Per chi invece come me non ricordava molto di questo primo capitolo giocato molti anni fa e dunque non aveva grossi termini di paragone, il gioco è senza alcuna ombra di dubbio un must-have che vi regalerà nuovamente vecchie ed indelebili emozioni.

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Dark Souls Remastered - Recensione: il commento di Giuseppe Carreca
Se ripenso alle emozioni che il primo Dark Souls mi fece provare non posso che consigliare questa remastered a chiunque. Fatelo, in una veste grafica superiore e in una modalità online ampliata fino a 6 giocatori, rimarrete assorbiti dalle alienanti meccaniche di gioco tipiche del capolavoro di From Software. Ritrovarsi in un mondo così malinconico e cupo a dover racimolare anime, infranger ossa come se non ci fosse un domani e tutto nell’attesa che il nemico di turno lasci l’oggetto tanto agognato… è lì che la tensione aumenta. Non capisci bene se è vero o è solo la tua mente che fa strani scherzi, dato che i nemici sono più aggressivi che mai e sembrano anticipare ogni tua mossa e la vita, da che era sotto controllo, ora è rasente lo zero: sei morto. L’angoscia di dover tornare in quell’inferno nella speranza di recuperare il sudato bottino è estenuante e stimolante allo stesso tempo, sai benissimo che non puoi fallire perché quella è l’ultima, ma non ultima, tua chance di riprendere ciò che questa serie magica si è ormai presa da tempo, ossia la tua anima. Grazie di cuore, Miyazaki. Ma per la remastered di un titolo così importante si poteva fare meglio.

Summary

La domanda che sorge spontanea è questa: vale la pena riacquistare Dark Souls Remastered se avete già avuto modo di giocarlo a suo tempo? La risposta è sì, perché sebbene io abbia potuto notare una certa pigrizia nell'opera di rifinitura grafica, tirando le somme questa nuova versione di Dark Souls è esattamente come dovrebbe essere: fedele alla sua controparte del 2011, non tradisce la sua identità, migliora il comparto multiplayer rendendolo al passo coi tempi e aggiunge qualche chicca per facilitarne l'esperienza: il tutto a un prezzo budget. L'opera di Miyazaki è un capolavoro che ha segnato in maniera indelebile il futuro degli Action-RPG, quindi vedo questa remastered come la migliore occasione per (ri)vivere uno stupendo viaggio a Lordran. Ci saremmo aspettati di più e non nascondo una sottile delusione nel vedere i pochi effettivi miglioramenti grafici, ma nonostante questo penso che Dark Souls Remastered abbia un valore più che altro conservativo, il che di fatto evita il pericolo che un software così speciale possa cadere nell'obsolescenza.
8.1

Buono

Andrea Zanca - 8
Giovanni De Bernardis - 7.5
Fabrizio di Spezio - 8.5
Giuseppe Carreca - 8.5
Solitario e nostalgico, amante dei retrogame ma dall'animo cyberpunk. Per farla breve, il soulslike dei recensori.