Conan Exiles – Recensione del survival game ispirato alle opere di Howard

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6.9

Sufficiente

"Non so di modi civili, raffinatezze, arti e menzogne. Son nato sotto il cielo, cresciuto fra le montagne. Il parlar sottile, la dialettica dei sofisti, Non contano niente: la spada canta per me”

Chi non conosce o non ha mai sentito solo nominare Conan Il Barbaro? Il granitico e spietato guerriero creato dalla mente di Robert E. Howard, piaccia o meno, è uno dei capisaldi che hanno dato origine al genere narrativo epic fantasy. Ancora oggi, a distanza di anni, le avventure del Cimmero coinvolgono e incantano intere generazioni, con il suo stile unico così tagliente e diretto che non nasconde però una linea di pensiero e un animo nobile del collerico personaggio, crudele coi suoi nemici ma magnanimo e disponibile con i più deboli. E quale modo migliore di un survival per esprimere il concetto di base dell’universo di Conan e tradurlo nel linguaggio videoludico? Questo è Conan Exiles, Il gioco creato da Funcom che finalmente sbarca anche per console.

Il gioco è stato lanciato tramite Steam ad accesso anticipato, vale a dire che il titolo era ancora in fase di sviluppo ma reso subito disponibile agli utenti che volessero provare con mano il lavoro degli sviluppatori contribuendo attivamente ed economicamente alla sua crescita. Mettendo da parte le divergenze di opinione che possono sussistere per pratiche del genere, è evidente tuttavia come un costante scambio di opinioni con i fan può solo aver giovato alla produzione, risultante ad oggi il più fulgido esempio di quel che il compianto autore texano voleva trasmettere. Molti aspetti distintivi dell’universo di Howard sono ben evidenti in Conan Exiles. Egli infatti nelle sue opere non perde mai occasione di criticare aspramente la società civilizzata e tutto ciò che essa comporta: interi popoli avvezzi alle comodità e al lusso, non curanti di nulla se non dei propri interessi e poco inclini alla pietà verso il prossimo, risultando non meno insidiosi e letali del mondo inospitale e povero che li circonda. È proprio in queste terre abbandonate, le Terre dell’Esilio, che la nostra avventura avrà inizio. Prima di intraprendere il nostro viaggio, dovremo scegliere se giocare offline o online insieme ad altri giocatori. In entrambi i casi, state pur certi che il titolo Funcom non vi renderà la vita semplice.

Ci ritroviamo crocifissi nel mezzo del deserto per dei crimini a noi non noti e, prima che il buon Conan ci salvi da morte certa, abbiamo la possibilità di personalizzare come meglio crediamo il nostro personaggio, grazie ad un editor tutto sommato soddisfacente e non povero di scelte estetiche anche “particolari”. Ci riferiamo agli attributi del nostro alter ego, sia esso uomo o donna, con misure poco comuni ai giorni nostri. Ciò che può sembrare una scelta ironica dello sviluppatore può invero avere una sua validità narrativa: l’era di cui parlano i racconti del Cimmero infatti è stata immaginata primitiva e selvaggia, agli albori della massima espressione dell’anatomia umana che viene mostrata con corpi scolpiti e statuari, ben diversa dai corpi molli e flaccidi dati dalle comodità sociali così disprezzate da Conan. Una volta scelte anche la razza di appartenenza e il credo alla divinità a noi più consona, tra cui spicca anche una religione devota al cannibalismo(!), ci ritroviamo liberi dalla nostra prigionia, ma le nostre pene sono appena all’inizio. Sopravvivi. Costruisci. Domina. Sono questi i tre cardini principali su cui si basa il gioco, il quale fin da subito ci mette in una condizione estrema di sopravvivenza, dove dovremo sempre tenere sott’occhio valori vitali come la fame e la sete per non soccombere inesorabilmente alle prime occasioni.

Nulla è praticamente spiegato al giocatore e i pochi accenni di storia sono solo legati ad alcuni documenti che potrete trovare esplorando l’immenso mondo di gioco, oltre che dalla speranza alquanto remota di rincontrare il vostro salvatore più in là nel corso del gioco. In effetti non c’è una vera e propria storia da seguire, se non determinati obiettivi che il titolo ci propone come piccoli, e spesso criptici, tutorial per farci comprendere mano a mano le innumerevoli possibilità che ci sono offerte. Sì, perché occorre un po’ di intuito in questo Conan Exiles, che ci offre un mondo pieno zeppo di opportunità ma altrettante insidie da non sottovalutare se non si è degnamente preparati. La fauna locale, come anche gli esiliati appartenenti ad altre razze o religioni, ci saranno sempre ostili, per non parlare anche delle condizioni climatiche: le temperature troppo alte o basse possono portare dei malus che inesorabilmente conducono alla morte, così come sporadiche tempeste di sabbia saranno fatali se non si trova un riparo alla svelta. Nessuna azione deve essere presa sottogamba, dato che anche il cibo procuratoci, se non cotto, può intossicarci ed è in queste ed altre occasioni che l’anima survival del gioco si mostra in tutte le sue sfaccettature, seppur con qualche elemento insolito per il genere. Infatti ogni attività svolta, che sia esplorare, combattere o creare oggetti ci farà guadagnare esperienza che permetterà di salire di livello consentendoci, oltre ad aumentare le nostre caratteristiche, anche di migliorare le capacità di creazione, ampliando le varie opzioni in modo davvero esponenziale.

Vien da sé che il sistema di crafting proposto è sì complesso ma affascinante: si parte dalle materie prime, quali pietre e fibre vegetali ad esempio, fino ad arrivare alla costruzione di arnesi utili per accelerare la raccolta di tali materie, armi rudimentali e vestiari, fino a creare vere e proprie postazioni di lavoro che ci consentono di cucinare in tutta sicurezza la carne trovata, lavorare le pelli degli animali, fondere minerali e così via. Ma non è tutto: ad usi diversi degli attrezzi sulla stessa risorsa primaria può corrispondere un oggetto diverso; un esempio è l’uso del piccone sui tronchi d’albero, fatelo e avrete maggior probabilità di ottenere della corteccia, o ancora l’uso dell’accetta o del piccone sulle carcasse animali vi dà l’opportunità di ricavare più pelle o ossa e zanne. Ci sarebbe da spulciare in tutta la sua interezza uno dei sistemi di crafting tra i più completi e soddisfacenti degli ultimi anni, basti pensare che è possibile persino progettare la propria abitazione, dalla più umile delle dimore alla più inespugnabile delle roccaforti, con mura protettive che possono estendersi anche per svariati metri. Sarebbe un lavoraccio far tutto ciò da soli, anche se non impossibile, e se non avete più di tanto voglia di sporcarvi le mani potreste anche prendere in considerazione l’idea di sottomettere al vostro volere gli autoctoni ostili, facendogli perdere i sensi per poi imprigionarli e torturarli finché non vi obbediranno.

Come se non bastasse il gioco presenta un sistema di combattimento che strizza decisamente l’occhio agli esponenti della serie Souls. Saremo liberi di impugnare l’arma che più ci aggrada e potremo concatenare attacchi deboli e forti per avere la meglio sui nostri rivali, schivando e difendendoci quando opportuno dando sempre un occhio alla barra della nostra stamina. Inoltre, esattamente come succede nella famosa saga giapponese, una volta morti il gioco ci fa tornare all’ultimo giaciglio creato e ci toccherà recuperare il nostro corpo appena sconfitto. Solo che ripartiremo completamente sprovvisti di tutto l’inventario così faticosamente racimolato, rendendo il recupero davvero ostico.

Sembrerebbero tutte rose e niente spine per il momento gli elementi che compongono questo Conan Exiles, ma non è così. È giunto il momento di passare all’unica vera nota dolente della produzione che purtroppo da sola è in grado di compromettere il risultato finale: il comparto tecnico. Sul serio, è imbarazzante e talvolta snervante la moltitudine di difetti grafici presenti nella versione console, inspiegabilmente giunta sugli scaffali in uno stato così pietoso. Pensate a un bug e state certi che al gioco non manca: compenetrazioni poligonali imperfette, effetti sonori in differita, pop up, elementi su schermo e nella mappa non caricati per tempo e la lista prosegue. Se a questo aggiungete delle animazioni davvero legnose, sia per i nemici che non, vi sarete fatti un’idea dello stato generale del gioco. Ci tengo a precisare che se questi difetti, seppur fastidiosi, non inficiassero in alcun modo l’esperienza offerta si potrebbe cercare di soprassedere, ma ahimè ci è capitato più di una volta che tali bug ci siano costati la vita, con frequenti stati di freezing dell’immagine o di lag, anche offline, che non ci hanno permesso di affrontare adeguatamente alcuni scontri. Particolarmente fastidioso quello inerente alla capriola, che per farla breve ci ha fatto rotolare sul posto, annullando così la sua funzione primaria di schivare il colpo imminente. Chiudono il cerchio un’interfaccia su console poco intuitiva e spesso troppo confusionaria oltre che, personalmente, qualche animazione mancante che avrebbe senz’altro giovato a dare ancora di più il senso di immersione e di realismo all’interno del contesto survival, nello specifico quando siamo intenti a mangiare o a bere. Sarebbe stato interessante vedere il nostro alter ego intento ad addentare con gusto un bel pezzo di arrosto al proprio accampamento, o vederlo avvicinarsi l’acqua alla bocca per dissetarsi, piuttosto che vedere l’apposito parametro riempirsi semplicemente cliccando sulla risorsa desiderata senza che il nostro faccia nulla. Ma forse sono io ad esser troppo pignolo.

Conan Exiles - Recensione: il commento di Giovanni Ferlazzo
Conan Exiles è uno dei pochi titoli ad essere sopravvissuti alle sabbie mobili dell’early access, e già  questa potrebbe considerarsi come una grande vittoria. Il debutto della versione completa deve però scontrarsi con la fredda realtà di un mercato esigente, soprattutto su console, abituato possibilmente ad esperienze che riescano un po’ a guidare per mano il giocatore, prima di lasciarlo andare per la sua strada. Questo survival ispirato all’universo di Conan è invece durissimo e ci si ritrova letteralmente nudi con il proprio personaggio in un mondo ferocemente ostile e preistorico. I messaggi di tutorial sono ridotti all’osso e bisogna praticamente apprendere per strada tutto ciò che il sistema di gioco ha da offrire. Il bello è che dal punto di vista del gameplay siamo di fronte a uno dei survival migliori sulla piazza: ricco, profondo, vario e con ambientazioni evocative. D’altra parte è difficile ignorare del tutto i difetti tecnici e i numerosi glitch che affliggono la produzione nonostante la generosa, in termini di dimensioni, patch del day one. Il supporto dello sviluppatore, finora costante durante tutto il periodo dell’early access, sarà fondamentale per la crescita del gioco nel lungo periodo. Consigliato solo ai veri amanti del genere.

Conan Exiles - Recensione: Il commento di Giovanni de Bernardis
Avete presente quando conoscete una nuova persona e questa, a pelle, non vi piace, anzi, inizialmente vi starà pure antipatica. Vi capiterà pure di doverci uscire insieme e doverne sopportare la presenza. Poi pian piano inizi a parlarci, capisci che forse non è così terribile come credevi, ma anzi, più passa il tempo, più lo conosci e più lo apprezzi. Quello che è successo con Conan Exiles è esattamente la stessa cosa. Il gioco, parliamoci chiaro, è tecnicamente osceno: pieno zeppo di bug che ogni tanto ne inficiano il gameplay. Ma se si riesce a passare sopra a questo ed a scavare sempre più in profondità il titolo di Funcom è oggettivamente uno dei, se non il miglior survival in circolazione del panorama console. Vi ritroverete ad apprezzarlo giorno dopo giorno, sempre di più, andando a mettere quel tassello mancante che vi farà proseguire nell’avventura e scoprire sempre nuove aree e nuovi nemici. Se siete appassionati del genere Conan Exiles è un titolo da avere, ma come detto sopra, dovrete chiudere più di un occhio sugli oggettivi problemi del gioco. Per tutti gli altri, statene lontani.

Conan Exiles - Recensione: il commento di Andrea Zanca
Penso che qualsiasi titolo, a prescindere dalla sua profondità e dalla vastità delle ambientazioni, dovrebbe contare su basi solide di gameplay, e purtroppo Conan Exile non arriva nemmeno alla sufficienza, in quanto soffre di così tanti bug che mi sorprenderei di dimenticarmene, giocando. Per non parlare dell’interfaccia grafica, inutilmente complessa e poco ottimizzata. Le ambientazioni non dispiacciono, ma anche queste sono sotto tono rispetto alle recenti produzioni del genere. La premessa era interessante, ma Conan Exiles ha fin troppi angoli da smussare per risultare appetibile anche a coloro che adorano il genere. Potrebbe piacere, e magari ci saranno coloro che riusciranno a soprassedere a tutti i difetti, ma se devo dire la mia, in tutta onestà, consiglierei a chiunque di attendere magari delle pesanti patch correttive, o direttamente puntare su altri titoli.

Summary

Tirando le somme non è facile valutare Conan Exiles. Il gioco ha dalla sua l’indiscutibile pregio di farci avvertire come mai prima d’ora lo spirito dell’avventura e della scoperta tipiche delle opere di Howard, dove il mondo ci è ostile e solo il più forte domina e regna, a differenza di chi predilige gli agi e le comodità dell’oziosa vita da palazzo. Tuttavia non possiamo rimanere del tutto indifferenti di fronte ad un comparto tecnico semplicemente disastroso che, ad oggi almeno, non valorizza anzi peggiora l’offerta ludica proposta. Possiamo solo sperare che Funcom prenda sotto esame la situazione e che corra ai ripari al più presto, anche se siamo consapevoli che molto lavoro c’è ancora da fare. Se siete disposti ad imbarcarvi in questa ardua avventura nonostante i limiti qui sopra descritti, non potete che avere il nostro rispetto e ammirazione, oltre al più caloroso benvenuto da parte del Re dei Barbari: “Venite a morire, cani, poiché fui uomo prima che re!” Parole sante, Conan, parole sante.
6.9

Sufficiente

Giuseppe Carreca - 7
Giovanni Ferlazzo - 7
Giovanni de Bernardis - 8
Andrea Zanca - 5.5
Eroe del media videoludico di cui il mondo ha bisogno ma che non merita. Recensore di giorno e amante di horror e sci-fi di notte. Ma ho anche dei difetti, eh.