Burnout Paradise Remastered – Recensione

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8.1

Buono

"Take me down to the Paradise City.."

Burnout Paradise ha un concept semplice semplice: esplora Paradise City, gareggia in una varietà di eventi, sblocca nuove auto, moto e migliora la tua patente. Sembra poco a dirsi, ma il gameplay è così immediato e divertente, e ci sono così tante cose da fare, che è proprio difficile annoiarsi giù in città.

BURNOUT PARADISEAnche se il titolo ha ormai dieci anni, girare per le strade di Paradise City non ha nulla da invidiare ai racer di ultima generazione. Una forte sensazione di velocità, dal drift su per le montagne, alle lamiere che stridono al tallonare dei veicoli, agli eventi più furiosi dove più danni si arrecano più alto è il risultato. Infatti la serie di Burnout è conosciuta non solo per l’alta velocità e i drift pazzeschi, ma anche e sopratutto per gli incredibili incidenti e “takedown”. Paradise ovviamente non fa eccezione.

Gli eventi che potrete trovare nel gioco sono molteplici, come il gareggiare da partenza ad arrivo, la furia stradale, uomo nel mirino, la classica gara e non per ultima la gara stunt. La varietà quindi non manca, ma la cosa che accomuna tutte queste modalità è che distruggere gli avversari vi premierà regolarmente, sia con turbo da utilizzare subito, sia con punteggio per gli eventi dove l’obiettivo è proprio quello di distruggerli: questo vi porta a giocare in maniera aggressiva per tutta l’esperienza di gioco, ed è veramente uno spasso.

Paradise City è una grande città open world da poter esplorare liberamente in lungo e in largo, disseminata di eventi da scoprire a ogni incrocio, cartelli da sfondare, record da superare, montagne, metro, binari di treni e salti da stuntman tra gli alberi. Questa libertà giova alle gare fino a un certo punto, perché, al contrario di altri giochi nel genere ambientati in città, gli eventi non pongono barriere né limiti sul come affrontare le gare, e sarete voi a dover decidere il percorso migliore da affrontare. Pertanto è richiesta una conoscenza delle migliori scorciatoie o salti per guadagnare preziosi secondi e posizioni verso la vittoria. Mi è capitato spesso di imboccare il ponte sbagliato e dover riiniziare la gara da capo, ma una volta che prenderete dimestichezza con le strade di Paradise City, vi orienterete più facilmente e non sarà più un problema: anzi diventerà un pregio della produzione, che offrirà ovviamente varietà ed una gara sempre diversa dalla precedente. Tra gli eventi, ce n’era sempre uno che mi distraeva dalle attività principali: “Regole della strada”. Una volta imboccata una via principale, un timer parte dal nulla e vi suggerisce di superare il record settato precedente, nostro o di un altro giocatore. Mi sono ritrovato a fare marcia indietro e ripercorrere due o più volte praticamente ogni via, per superare il record e far spuntare il mio nome nella classifica. È un’interessante meccanica che vi terrà sicuramente impegnati tra un evento e l’altro.

Per quanto riguarda i mezzi disponibili, questa riedizione su console di attuale generazione include tutti i DLC rilasciati per le versioni old gen del gioco, tra i quali troviamo anche le moto, le miniauto – parecchio esilaranti – e persino la DeLorean di Ritorno al Futuro. Ma le auto principali si distringuono in tre categorie: velocità, stunt e aggressività. Come da descrizione, ogni categoria è più performante per quella specifica tipologia di eventi, ma ciò non forza il giocatore ad usarne una piuttosto che un altra. Infatti mi sono ritrovato spesso a usare le stunt perchè sono un’ottima via di mezzo: veloci, resistenti e guadagnano turbo con le derapate, e proprio quest’ultime vi ritroverete a eseguirle praticamente a ogni curva, dato che è il miglior modo di svoltare senza perdere velocità. Ma anche le aggressive non scherzano, la facilità con la quale basta una sportellata ben assestata per far volare via l’avversario di turno è sorprendente. Al netto dei DLC inclusi, le auto da guidare saranno ben 100.

BURNOUT PARADISEAndando ad analizzare l’opera di rimasterizzazione del titolo, la confezione include tutti i contenuti di Burnout Paradise: The Ultimate Box, un’edizione che raggiunse PS3 e Xbox 360, ma che non arrivò su PC, texture ad alta risoluzione, framerate fisso a 60 per secondo e risoluzione 4K per PS4 Pro e Xbox One X. Tuttavia, il lavoro si limita a questo lifting, dato che il motore grafico di base è sempre quello ed ovviamente non può e non punta a competere con i racing di questa generazione. La soundtrack, rimasta invariata, è sensazionale, a partire dalla sigla iniziale dei Guns’n’Roses, l’omonimo titolo “Paradise City” che ci accoglie dopo aver inserito il disco nella console, per continuare con Avril Lavigne e svariati gruppi rock che vi faranno tornare indietro nel tempo mentre sfrecciate con l’auto ispirata a Ritorno al Futuro, seminando il panico.

BURNOUT PARADISE

Burnout Paradise Remastered: il commento di Giuseppe Carreca
Se ripenso a quando, da perfetto neofita, mi approcciai a Burnout Revenge per la prima volta riaffiorano in me solo tanti bei ricordi di pura adrenalina. Con l’avvento della nuova tecnologia venne il momento del suo diretto seguito, Burnout Paradise, a infiammare i nostri cuori con un comparto grafico e visivo rasente il fotorealismo oltre che una struttura open world e social ai tempi davvero innovativa e vincente. Questa Remastered non fa che confermare tutto quel che di spettacolare ha da offrirci l’ultimo capitolo della più famosa saga dei Criterion Studios: sfrecciare a tutta birra mentre si fronteggiano agguerriti avversari sulle strade di un intera città cosi fedelmente ricreata in ogni suo piccolo dettaglio rende ogni gara spettacolare, coinvolgente e incredibilmente avvincente come mai prima d’ora; merito anche degli ulteriori benefici tecnici acquisiti dal gioco con questa nuova generazione videoludica anche se, ve l’assicuro, fin dalla sua prima apparizione il titolo non aveva bisogno di chissà quale miglioramento, un gioco all’avanguardia per i tempi che torna più in forma che mai ai giorni nostri. Signori, benvenuti in Paradise.

BURNOUT PARADISE

Burnout Paradise Remastered: il commento di Giovanni Ferlazzo
Va detta una cosa: Burnout Paradise è un titolo che varrebbe la pena cominciare o ricominciare ancora oggi. Ultimo capitolo (finora) di una serie che ha fatto la storia del genere dei racing arcade, dal suo debutto su PlayStation 3 e Xbox 360 non ha fatto altro che rappresentare la summa di tutto ciò che poteva essere il meglio dei suoi predecessori. Ampliato all’ennesima potenza. Quindi, il valore del gioco è indiscutibile e le fondamenta su cui si basa questa remastered sono a dir poco solide. D’altro canto, il lavoro svolto in questa riedizione mi è parso pigro: ci si è limitati a garantire il supporto a risoluzioni maggiori e un frame rate stabile a 60 FPS. Che è una gran cosa, ma in un’epoca in cui le remastered abbondano e altri studi mostrano una dedizione maggiore nelle riproposizioni moderne spiace un po’ vedere come per un gioco del calibro di Burnout Paradise ci si sia limitati al compitino. Minimo sindacale per un gran gioco, ma un minimo sindacale resta, considerato anche il prezzo non proprio budget.

BURNOUT PARADISE

Burnout Paradise Remastered: Il commento di Giovanni de Bernardis
Adrenalina e spettacolo. Questo è sempre stato Burnout, un gioco capace di farti venire la pelle d’oca per il gameplay altamente adrenalinico. Questa remastered rende onore al gioco senza stravolgerlo, al contrario gli rende omaggio andando a ritoccare solo graficamente il lavoro svolto ormai dieci anni fa. Se non avete mai giocato il titolo originale non perdete questa occasione dato che, nonostante il peso dell’età, si tratta di un prodotto capace di difendersi benissimo rappresentando una valida alternativa ai contemporanei racing arcade. Ed è proprio agli amanti del genere che posso consigliare Burnout Paradise Remastered a occhi chiusi. Ovviamente, se siete in cerca di realismo andate altrove.

Summary

In conclusione, Burnout Paradise Remastered non aggiunge molto all'originale, ma rimane meravigliosamente divertente e chiunque non ha avuto la fortuna di giocare il titolo all'epoca, adesso non può lasciarsi sfuggire l'occasione. Siamo di fronte ad un titolo longevo, colorato, con decine e decine di eventi da affrontare, auto da sbloccare e lamiere da piegare. Tirando le somme, è un racing game che vale il vostro tempo, nonostante sia sostanzialmente invariato dall'originale. Tutt'altro che brutto da guardare, è anche bellissimo da giocare e non posso quindi che consigliarvelo, specialmente se amate il genere. Dopo qualche evento in città, capirete perché si è sempre parlato così tanto di Burnout.
8.1

Buono

Andrea Zanca - 8.5
Giuseppe Carreca - 9
Giovanni Ferlazzo - 7
Giovanni De Bernardis - 8