Aspettando l’E3: Halo 6 o Halo Infinity

Anteprime PC Xbox One

Microsoft punta al riscatto totale all'E3 2018 di Los Angeles e per farlo ha bisogno della sua saga di punta, assente dal 2015.

È la prima volta dal 2007 che Halo si assenta dalle scene videoludiche per ben tre anni di fila. Erano altri tempi. Microsoft si era da poco affacciata al mondo delle console da gioco e si apprestava a lanciare quello che sarebbe stato il capitolo conclusivo della prima trilogia ideata da Bungie. Halo 3 rappresentava il culmine del primo trionfale percorso di Xbox 360, che avrebbe portato il colosso di Redmond a rompere le uova nel paniere di una Sony confusa e pasticciona, con una PlayStation 3 che ebbe bisogno di diverso tempo prima di raccogliere l’eredità di successo di PlayStation 2. La risposta del mercato per la terza avventura di Master Chief fu talmente clamoroso (3.3 milioni di copie vendute in soli tre giorni negli Stati Uniti) da spingere Microsoft a cambiare un po’ le politiche di sfruttamento del franchise: spin-off, prequel e DLC. Il tutto per puntare su lanci a cadenza annuale, in linea con i principali sparatutto del settore.

Le cose sono andate benissimo per un po’, merito anche di prodotti meritevoli che hanno tentato di offrire esperienze dalle filosofie differenti tra loro. Gli strategici in tempo reale di Halo Wars, la campagna nei panni di un normale soldato in Halo 3: ODST, ma soprattutto l’epica tragica di Halo Reach, prequel tanto atteso dagli appassionati della serie. L’obiettivo di Microsoft era dunque duplice: sfruttare al massimo le potenzialità della serie nell’epoca in cui gli sparatutto in prima persona dominavano la scena del mercato e al contempo svincolare un po’ il franchise alla figura ingombrante, ma comunque iconica di Master Chief. Quest’ultimo obiettivo è quello che oggettivamente è riuscito meno: perché, non appena Bungie ha deciso di abbandonare la saga per dedicarsi ad altri progetti e Microsoft ha così costruito un nuovo team da dedicare esclusivamente al marchio Halo, si è poi scelto di rispolverare lo storico protagonista e riprendere da dove tutto si era interrotto. Halo 4 è stato accolto con urla di gioia al termine della disastrosa conferenza dell’E3 2011 di Los Angeles, a testimonianza di quanto fosse difficile togliere Master Chief dalla saga così alla leggera.

Ebbe così inizio una nuova trilogia, con ancora lo storico protagonista al timone. Il successo scontato, anche se ormai i grandi numeri del genere in multiplayer appartenevano a Call of Duty, non ha lasciato indifferente Microsoft che con Xbox One ne ha subito approfittato per lanciare una Master Chief Collection contenente tutti gli episodi della saga che riguardassero la sua icona e ovviamente un nuovo episodio a proseguire la storia interrotta col quarto capitolo. È l’inizio della fine. Nel maldestro tentativo di rincorrere il grande pubblico degli sparatutto multiplayer, 343 Industries incespica con una collection che online semplicemente non funziona e ci vogliono diversi mesi prima di risolvere definitivamente le cose. Halo 5 Guardians, invece, per dirla tutta non sembra né carne né pesce. Il multiplayer è un mix fra tradizione ed innovazione che non accontenta nessuno, dai fan storici ai nuovi giocatori. La campagna, che introduce un nuovo protagonista ad affiancare Master Chief, non raggiunge l’epicità dei capitoli precedenti risultando infine solida, ma dimenticabile. È chiaro però che qualcosa non sta più funzionando e Microsoft, con una mossa a dir poco tacita, rinuncia per la prima volta alla pubblicazione annuale.

Va detto che Halo 5 Guardians è arrivato nel momento più difficile da quando Redmond si è affacciata a questo settore: PlayStation 4 volava e continua a volare, Xbox One è partita penalizzata da una filosofia del tutto opposta e, diciamolo, lontana da quella del gaming tradizionale. E quando il concorrente scappa, è difficilissimo recuperare terreno, specie se si continua imperterriti con strategie che non riescono ad accontentare il grande pubblico.

Da quando Phil Spencer è salito al timone della divisione Xbox le cose sono cambiate: ma i grandi cambiamenti richiedono tempo e sembra che finalmente i primi frutti della nuova strategia verranno raccolti all’E3 2018 di Los Angeles. Anche se è chiaro che per entrare a pieno regime bisognerà attendere probabilmente la prossima generazione. Ma non per il nuovo capitolo di Halo: i tempi sono finalmente maturi e il sesto capitolo ufficiale della saga, salvo clamorose sorprese, sarà il protagonista della conferenza Microsoft di domenica sera. Per adesso si può soltanto ragionare per congetture e seguire con prudenza il filo delle diverse indiscrezioni che stanno anticipando l’inizio della fiera losangelina.

Halo 4Le ultimissime in ordine cronologico affermano che il nuovo episodio si chiamerà Halo Infinity e non Halo 6 come sarebbe facile ipotizzare. In realtà, è un’indiscrezione che buttata così lascia un po’ il tempo che trova, anche perché è stata a sua volta accompagnata da altre voci di corridoio. Quella più interessante afferma che Infinity non è altro che la porzione multiplayer di un progetto enorme che vedrà totalmente separato a sé il comparto single player, da lanciare magari in un secondo momento. Chissà, forse Halo Infinity potrebbe rappresentare un’esperienza multigiocatore tale da sfidare i colossi del settore e lasciare che il vero Halo 6 arrivi con calma ad offrire una campagna single player fortemente incentrata sulla storia, con una longevità superiore alla media della saga e qualche sostanziale differenza rispetto al passato. Un sequel mascherato da reboot, o viceversa, sarebbe comunque un’ottima base di ripartenza per quella che resta la serie di punta del franchise Xbox. Una base che dovrà essere accompagnata anche da una decisa strategia di rinascita per Xbox One in attesa che si entri nella nuova generazione di console. Ma questa è un’analisi che riserverò per un altro articolo.

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Scrive di videogiochi da più di dieci anni. Questa volta ha deciso di farlo con qualcosa di suo, insieme ai suoi amici. Ama racing, sparatutto, avventure, sportivi e giochi di ruolo, ma apprezza anche le piccole produzioni indipendenti, specialmente quelle capaci di toccare con eleganza le corde più profonde dell'animo.