1977: Radio Aut ci racconta la lotta di Peppino Impastato contro la mafia

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Giovanni Falcone diceva che la Mafia non è un cancro nato per caso su un tessuto sano. Bensì, vive e prolifera in perfetta simbiosi con “la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società“. Peppino Impastato, qualche anno prima, era invece stato ancora più diretto e sintetico nel definirla: “la mafia è una montagna di merda“.

Peppino Impastato i Cento Passi

Peppino Impastato, interpretato da Luigi Lo Cascio, nel film “I Cento Passi”.

Sono passati 40 anni da quella che i Modena City Ramblers, nella loro “I Cento Passi” dedicata proprio all’attivista ucciso dalla mafia, definirono come “la Notte Buia dello Stato Italiano“. Era la notte del ritrovamento di Aldo Moro, ammazzato barbaramente dalle Brigate Rosse dopo settimane di prigionia. Un evento sconvolgente che oscurò invece l’ennesimo sfregio al volto di una Sicilia esausta della speculazione edilizia e delle prime guerre di mafia: la morte improvvisa di Peppino Impastato. Inizialmente, i giornali, la polizia, i carabinieri raccontarono che Giuseppe si era semplicemente suicidato o era probabilmente morto ammazzato a causa del suo stesso tritolo che, secondo le prime fantasiose ricostruzioni, voleva installare sulla tratta Palermo-Trapani per un attentato in piena campagna elettorale. Ci vollero oltre 20 anni prima che Peppino potesse avere giustizia: 20 anni di bugie, indagini sviate, corruzioni e di fango gettato sulla memoria dell’attivista di Cinisi, feroce e mai domo nella sua lotta alla mafia. Nella sua lotta contro tutti.

Sua madre, Felicia, è morta nel 2004. Due anni dopo l’incriminazione e la condanna all’ergastolo di Gaetano Badalamenti: il boss mafioso mandante dell’omicidio. Morì sapendo di avere avuto finalmente giustizia per suo figlio, dopo aver lottato tanto affinché si potesse riaprire un caso insabbiato troppo presto nella maniera più vigliacca possibile.

Io sono di Palermo e come me lo è Alex Camilleri, un ragazzo che ho avuto il piacere di conoscere nel modo più comune possibile quando si condivide la passione per i videogiochi: un forum. Col passare degli anni, Alex ha studiato e si è dato da fare affinché il suo hobby preferito diventasse anche un lavoro. E adesso lo è davvero, seppur lontano dalla sua Sicilia. Anche io ho dovuto cercare fortune altrove e non posso che condividere del tutto una delle motivazioni per cui Alex ha deciso di sviluppare 1977: Radio Aut, un breve videogioco testuale che racconta la vita e l’importanza di Peppino Impastato: dare risalto anche all’estero ai tanti movimenti anti-Mafia presenti sul territorio.

1977 radio aut

Si sa, chi non è italiano e in particolare chi non è siciliano può scadere facilmente nel pregiudizio di associare la Sicilia e i siciliani alla mafia, come se nessuno abbia mai trovato la forza di lottare. Questi stereotipi, come ben scrive Alex nella sua presentazione al gioco, fanno male prima di tutto proprio alla memoria degli uomini e delle donne che sono stati in grado di sentire, di vedere e di non voltarsi dall’altra parte. E poi hanno trovato il coraggio, a loro volta, di farsi sentire, di farsi vedere, di far sì che nessuno abbassi lo sguardo o si volti dall’altra parte se qualcuno grida che la mafia è una montagna di merda.

E allora, 1977: Radio Aut, che potete giocare direttamente via browser, diventa un racconto interattivo veloce e sincero sui principali episodi della vita di Peppino Impastato. Il rapporto a dir poco conflittuale con il padre colluso ai mafiosi che volevano controllare Cinisi, i movimenti studenteschi, la lotta dura, schietta e giusta alla mafia, gli sguardi (e spesso anche qualcosa di più) di rimprovero di chi gli diceva di lasciar perdere, che non ne valeva la pena, che non “bisognerebbe comportarsi così“. E poi si arriva all’omicidio, vivendo in prima persona l’impotenza di grida d’aiuto che finiscono nel vuoto, nel silenzio di una notte siciliana che aspettava di capire cosa stesse accadendo all’onorevole Aldo Moro, mentre si voltava dall’altra parte, diceva di non sapere nulla e di non volere sapere nulla. 1977: Radio Aut ci ricorda perché Peppino Impastato vive. E perché dovremmo tutti urlare che la mafia è una montagna di merda.

Scrive di videogiochi da più di dieci anni. Questa volta ha deciso di farlo con qualcosa di suo, insieme ai suoi amici. Ama racing, sparatutto, avventure, sportivi e giochi di ruolo, ma apprezza anche le piccole produzioni indipendenti, specialmente quelle capaci di toccare con eleganza le corde più profonde dell’animo.